Covid, De Luca pronto a prorogare obbligo delle mascherine: «L’alternativa al green pass? Chiusure»

Il Governatore senza mezzi termini: «Facciamo altre dieci ordinanze per rendere obbligatorie dieci mascherine, anche sulle orecchie»

Napoli. In Campania ci sarà la proroga all'obbligo di utilizzo delle mascherine all'aperto. E' l'unica regione d'Italia con tale disposizione, a confermarlo è lo stesso Governatore della Regione che ha risposto alla stampa che gli ha chiesto se intenda prorogare l'ordinanza sull'utilizzo delle mascherine anche all'aperto, che scade a fine mese: «Facciamo altre dieci ordinanze per rendere obbligatorie dieci mascherine, anche sulle orecchie» ha affermato il presidente ricordando che «chi si vaccina è immunizzato per il 92% al massimo», quindi «anche con la seconda dose c'è un 10% che si contagia e può contagiare a sua volta gli altri». Per questo motivo, rimarca, «l'uso della mascherina dev'essere obbligatorio sempre, anche quando si è vaccinati, per la tutela propria e degli altri». Portare la mascherina «non è un martirio. E' un piccolo fastidio - ragiona - ma in cambio abbiamo una grande protezione e un aiuto per tornare alla vita normale».

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Sul green pass. «Cosa chiede chi manifesta contro il Green pass? Non capisco qual è l'alternativa, il liberi tutti? Siamo liberi, pronti a divertirci e poi chiudiamo l'Italia». Questo il commento indirizzato a coloro che sabato scorso hanno protestato nelle piazze italiane contro la "certificazione verde". «Abbiamo perso un mese e mezzo per responsabilità nazionali - rimarca De Luca - perchè la comunicazione fatta da Roma è stata sconcertante e ha creato dubbi, incertezze e preoccupazioni. Le scemenze dette a Roma hanno creato un clima che ha rallentato la vaccinazione, adesso si sta riprendendo con grande impegno e i giovani hanno capito che se non ci vacciniamo non torniamo alla vita normale». De Luca invita quindi a «non ascoltare le stupidaggini che arrivano da "no vax", "sotto vax" e pippe varie. Non facciamo ricreazione in queste settimane - conclude - altrimenti la paghiamo a ottobre».

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