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Impresa femminile e under 35: le agevolazioni per giovani e donne

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Impresa femminile contributi


Un’idea imprenditoriale valida e un progetto d’impresa solido sono la base di ogni azienda che funziona. Ma per partire, benché indispensabili, questi due elementi potrebbero non essere sufficienti: sono necessarie anche adeguate risorse economiche.

Ecco che, in questo quadro, si inseriscono gli incentivi di Invitalia, l’agenzia per lo sviluppo del MISE, destinati principalmente a giovani under 35 e alle donne che vogliamo dare vita a un’impresa. In alcuni casi, la forbice dell’età s’allarga, arrivando a coinvolgere anche persone più mature.
Tra le principali misure proposte, troviamo Resto al Sud e Nuove imprese a tasso zero.

Resto al Sud è una misura studiata per gli imprenditori del Sud Italia con un età massima di 55 anni. Possono far domanda i residenti in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017. I richiedenti possono ottenere fino a 60mila euro, in parte come contributo a fondo perduto, in parte sotto forma di finanziamento agevolato (8 anni a tasso zero).  Il progetto coinvolge le imprese dei settori agricoltura, artigianato, industria, turismo, pesca e acquacoltura e servizi a favore delle imprese e e delle persone. Il contributo finanziato andrà a coprire le spese per ristrutturazione e manutenzione di immobili, l’acquisto di macchinari, attrezzature e impianti, programmi informatici e IC e i costi per avviare l’attività d’impresa (materie prime, affitti, leasing, assicurazioni, etc.).

Nuove imprese a tasso zero, invece, si rivolge a giovani e donne che vogliano creare micro e piccole imprese in tutto il territorio italiano. Così come Resto al Sud, questa misura prevede una parte a fondo perduto e una parte sotto forma di finanziamento agevolato, con spese fino a 3 milioni di euro e copertura fino al 90% delle spese ammissibili. Sono previsti anche servizi di tutoring.
Le imprese ammesse dalla misura possono essere dei settori più disparati: produzione di beni nei settori industria e artigianato, fornitura di servizi a imprese e alle persone, progetti innovativi, attività turistiche e culturali. Le imprese, per partecipare, devono essere costituite in prevalenza da giovani under 36 oppure da donne senza alcun limite di età. La valutazione della domanda avviene a sportello secondo l’ordine di arrivo: se concesso, i programmi di investimento devono durare al massimo due anni.

Per ottenere i finanziamenti previsti dalle due misure, bisogna compilare correttamente la domanda in tutte le sue parti e allegare documenti che attestino la sostenibilità del progetto d’impresa (business plan, strategie e analisi del mercato di riferimento, descrizione dell’attività proposta). L’assenza dei documenti necessari o una domanda compilata solo in parte possono inficiare la domanda. Se si hanno dubbi, perplessità e non si vuole correre il rischio di presentare domande incomplete, è buona norma rivolgersi a società esperte di finanziamenti agevolati per le imprese: tra queste, troviamo Contributi PMI, team di professionisti specializzati in finanza agevolata, per aumentare le possibilità di avere il finanziamento necessario a far partire la propria impresa.

Scegliere i giusti consulenti consentirà di presentare una domanda completa e dare finalmente concretezza alla propria idea di business.


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Mercato del lavoro in Campania: dati contrastanti, ecco perché

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Nel mese di aprile in Campania sono stati attivati oltre mille contratti di lavoro in meno rispetto al mese precedente: 29.660, a fronte dei 30.920 di marzo, con una riduzione che riguarda in modo particolare il settore dell’edilizia e quello manifatturiero. A segnalarlo è il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior che è stato proposto da Anpal e Unioncamere e propone previsioni occupazionali per le aziende italiane. Va comunque detto che tra il mese di aprile del 2021 e quello del 2022 i contratti in più sono stati 7mila. Secondo le stime, il trimestre di aprile, maggio e giugno dovrebbe garantire più di 28mila opportunità di lavoro supplementari rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Se è vero che entro la fine di giugno in Campania il mercato occupazionale vedrà la sottoscrizione di circa 100 mila contratti nuovi, è altrettanto vero che sarà necessario tenere in considerazione una componente di professionalità non facile da trovare. Infatti, sempre in base alle informazioni che si possono ricavare dal Bollettino di Unioncamere e Anpal, è molto probabile una risposta mancata per quasi il 33% delle richieste, vale a dire una su tre. Un problema che potrebbe essere almeno limitato se la formazione professionale fosse più aderente alla quotidianità e più accurata.

Quello che viene ricoperto dalle agenzie è un ruolo di primaria importanza, dal momento che esse fungono da vettori di connessione tra la richiesta di lavoro e l’offerta: per questo motivo esse offrono un supporto indispensabile a tutte le aziende impegnate nella ricerca personale qualificato,  tra queste segnaliamo la Jobtech, la prima realtà tutta italiana specializzata nel recruiting e nonché la prima agenzia 100% digitale.

Infatti, ci sono alcuni settori in cui le difficoltà sono più evidenti: per esempio la difficoltà di trovare sul mercato gli operatori della cura estetica supera il 59%, ma anche l’assunzione di camerieri e cuochi si dimostra più impegnativa del previsto. Solo ad aprile ci sarebbe stata la possibilità di assumere quasi 3mila conduttori di mezzi di trasporto, eppure superava il 53% la possibilità di non riuscire a reperire una figura ad hoc.

Il report sottolinea che per le imprese la difficoltà di trovare un direttore o dirigente è di oltre il 78%, e in un caso su due il nocciolo della questione è rappresentato dalla mancanza di candidati. Ecco perché emerge ancora di più il valore del lavoro che viene svolto dalle agenzie di recruiting per velocizzare e garantire il personale qualificato alle società che ne necessitano.

Foto di aymane jdidi da Pixabay

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