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I redditi «nascosti» della giunta, non ci sono le dichiarazioni dei politici

Solo il sindaco, il vicesindaco e l’assessore all’urbanistica hanno presentato la dichiarazione dei redditi

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i redditi «nascosti» della giunta

Redditi «nascosti» per mezza giunta. Per legge, assessori e consiglieri comunali sono tenuti a comunicare la situazione patrimoniale e l’ente è obbligato a pubblicare online i redditi dei politici. Ma da quando è stata nominata la nuova squadra a Palazzo Farnese, ormai dallo scorso marzo, è possibile consultare nella sezione «amministrazione trasparente» i dati patrimoniali soltanto di pochi assessori.

In realtà ci sono i redditi del sindaco Gaetano Cimmino. Il primo cittadino aumenta le proprie entrate economiche e passa dai 40mila euro del 2017 ai 72mila del 2018, fino ai 78mila del 2019, proprietario di 4 fabbricati a Castellammare, uno a Napoli e una casa a Santa Maria del Cedro in Calabria in comproprietà.

Il vicesindaco Fulvio Calì nel 2018 ha guadagnato 48 mila euro e ora passa a quasi 70mila euro, con due unità abitative tra Castellammare e Pisciotta (Sa), proprietario terriero di 14 aree agricole sempre nel territorio salernitano. 

Il vicesindaco Antonio Cimmino, di professione avvocato, dichiara invece circa 20mila euro e un box di proprietà, oltre a un’autovettura del 2019.

Poi una sfilza di assessori non pervenuti: Gaetano De Stefano, Sabrina Di Gennaro, Amedeo Di Nardo e Maria Romano.

Daniele Di Martino


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ELEZIONI | Meloni, prima “doppia cifra” nell’ex Stalingrado del Sud. Exploit Cinque Stelle, bene Forza Italia

Centrosinistra travolto dalla furia grillina

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i redditi «nascosti» della giunta

E’ la prima volta in doppia cifra per Fratelli d’Italia. La destra sfonda anche nell’ex Stalingrado del Sud, Castellammare di Stabia. Soltanto la furia elettorale grillina ferma l’ascesa del centrodestra. Nel territorio stabiese i Cinque Stelle continuano ad essere il primo partito, riuscendo a spuntarla contro il centrodestra guidato da Annarita Patriarca. Un miracolo che porta la firma di Gaetano Amato. Mentre il centrosinistra ha sofferto di parecchio il nuovo exploit grillino. Nulla di nuovo da queste parti, dove il reddito di cittadinanza ha influito oltremodo nel consenso al partito di Giuseppe Conte. C’era da aspettarselo.

La sorpresa è sicuramente Fratelli d’Italia con quasi il 12%. La doppia cifra per il partito della Meloni non era per nulla scontato. A Castellammare le percentuali sono sempre state al minimo, anche quando la destra – su scala nazionale – riusciva a racimolare voti. Il partito sarà anche stato trascinato dall’effetto Meloni, la premier in pectore, ma ha dovuto fare i conti con Forza Italia, trascinato dalla candidata Annarita Patriarca e sostenuto da tutta l’ex maggioranza di centrodestra, compreso l’ex sindaco Gaetano Cimmino. I forzisti sono andati ben oltre l’8% nazionale, arrivando addirittura al 13%.

Non è stato esaltante il risultato di Azione-Italia Viva. Il partito di Renzi e Calenda non riesce ad agguantare la soglia del 6%, altro dato al di sotto della soglia nazionale.

Alla fine chi ha risentito più di tutti la furia grillina è stato il Partito Democratico. A Castellammare si arriva al 16%, ma è anche vero che a livello nazionale il partito di Letta ha forse toccato uno dei punti più bassi.

Daniele Di Martino

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