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Cronaca

Boschi di Quisisana come una discarica, l’opposizione presenta interrogazione al Sindaco

Amianto, materiale di risulta e tronchi tagliati. L’opposizione bacchetta il Sindaco sull’abbandono dei boschi di Quisisana

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Quisisana


Castellammare di Stabia. Il “polmone verde” della città ridotto a discarica. I consiglieri comunali di opposizione, Michele Starace, Andrea Di Martino, Antonino Scala, Francesco Nappi, Giovanni Nastelli e Francesco Iovino, hanno depositato un’interrogazione consiliare al Sindaco Gaetano Cimmino chiedendo cosa l’amministrazione intende risolvere il problema dell’abbandono dei rifiuti ma anche che programmi per riqualificare l’area.

«Nonostante i vari annunci dell’attuale amministrazione comunale negli ultimi anni, i boschi e la salita per il Faito si presentano in uno stato di abbandono totale. Oltre alla mancata pulizia degli scoli dell’acqua piovana, che è una delle cause principali delle frane, le strade sono completamente dissestate e abbandonate – scrivono i consiglieri -alcuni tornanti e alcuni sentieri mulattieri sono diventati vere e proprie discariche abusive: scarpe vecchie, lattine, giocattoli rotti, secchi di vernice vuoti, tubi, ceste e bottiglie di plastica, materassi, frigoriferi da bar, parabrezza d’auto, materiale di risulta edilizia, pneumatici e, dulcis in fundo, pannelli di amianto sparsi un po’ ovunque». Inoltre molti di questi materiali sono stati depositati all’interno di corsi d’acqua con il rischio di finire a valle con le piogge. « Non è possibile che, dopo gli scandali della terra dei fuochi, all’interno del Parco Regionale, e a pochi passi dalla reggia di Quisisana, si consenta tutto questo».


Cronaca

Comune, la commissione ordina controlli antimafia alle ditte appaltatrici

Controlli per i cinque anni precedenti alle aziende titolari di contratti

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Quisisana

Controlli antimafia a tutte le ditte appaltatrici e agli operatori che lavorano per il Comune di Castellammare. E’ questa l’ultima indicazione della triade commissariale che regge le sorti di Palazzo Farnese. In realtà si sta applicando la legge, per cui nei casi di scioglimento per infiltrazioni chiunque abbia rapporti con l’amministrazione comunale. Non a caso si legge in un avviso pubblicato sul sito dell’ente:

“In virtù di quanto disposto dall’art. 100 del Decreto Legislativo n. 159/2011, l’Ente locale, sciolto ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 267/2000, deve acquisire, nei cinque anni successivi allo scioglimento, l’informazione antimafia precedentemente alla stipulazione, all’approvazione o all’autorizzazione di qualsiasi contratto o subcontratto, ovvero precedentemente al rilascio di qualsiasi concessione o erogazione indicati nell’articolo 67 indipendentemente dal valore economico degli stessi. Pertanto alle istanze presentate sul portale impresainungiorno.gov.it è necessario allegare il modello di informazione antimafia. Tale modulo deve essere compilato (e ritrasmesso con allegato un documento di identità del dichiarante in corso di validità o firmato digitalmente) da parte di tutti i soggetti sottoposti alla verifica antimafia ai sensi dell’art.85 del Decreto Legislativo del 6 settembre 2011, n. 159”.

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