"C'è il rischio speculazione sulle nuove Terme, un fallimento bipartisan della politica stabiese". E' il commento di un ex dipendente ed ex sindacalista, che negli ultimi anni di vita dello stabilimento del Solaro ha partecipato a molti tavoli sindacali per conto della Cgil. Filippo Criscuolo ha voluto lanciare un allarme per la vendita all'asta dei beni: "Dopo quasi dieci anni dall'inizio dalla crisi delle Terme di Stabia, che poi portò alla chiusura, siamo arrivati alla vendita all'asta della struttura. Mettendo le Terme nuove all'asta, credo che possiamo parlare della fine del termalismo stabiese o per lo meno del termalismo con la t maiuscola - scrive Criscuolo - Un fallimento io credo, frutto della volontà politica trasversale (sia da sinistra, che da destra) di chiudere le terme, sono da esempio i fallimenti di tutte le amministrazioni comunali sulla gestione della società. Le terme sono state il falĺimento della politica locale. Forse la mia è fantapolitica, oppure con gli anni sono diventato malpensante, ma credo che ci sia stata una regia occulta, che voleva portare le terme all'asta per svenderle, oppure dobbiamo pensare che sia stata solo incapacità di chi gestiva l'azienda? Incapacità o furbizia? Non vorrei che ci fosse la volontà di sradicare la vocazione naturale delle terme ,che è quella del termalismo e che qualcuno mirasse solo a una speculazione immobiliare ,speriamo di non ritrovarci un centro commerciale al posto delle Terme di Stabia".