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Politica

Terme di Stabia, il grido d’allarme dell’ex sindacalista: “C’è il rischio speculazione”

Filippo Criscuolo: “Un fallimento di tutta la politica stabiese”

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“C’è il rischio speculazione sulle nuove Terme, un fallimento bipartisan della politica stabiese”. E’ il commento di un ex dipendente ed ex sindacalista, che negli ultimi anni di vita dello stabilimento del Solaro ha partecipato a molti tavoli sindacali per conto della Cgil. Filippo Criscuolo ha voluto lanciare un allarme per la vendita all’asta dei beni: “Dopo quasi dieci anni dall’inizio dalla crisi delle Terme di Stabia, che poi portò alla chiusura, siamo arrivati alla vendita all’asta della struttura. Mettendo le Terme nuove all’asta, credo che possiamo parlare della fine del termalismo stabiese o per lo meno del termalismo con la t maiuscola – scrive Criscuolo – Un fallimento io credo, frutto della volontà politica trasversale (sia da sinistra, che da destra) di chiudere le terme, sono da esempio i fallimenti di tutte le amministrazioni comunali sulla gestione della società. Le terme sono state il falĺimento della politica locale. Forse la mia è fantapolitica, oppure con gli anni sono diventato malpensante, ma credo che ci sia stata una regia occulta, che voleva portare le terme all’asta per svenderle, oppure dobbiamo pensare che sia stata solo incapacità di chi gestiva l’azienda? Incapacità o furbizia? Non vorrei che ci fosse la volontà di sradicare la vocazione naturale delle terme ,che è quella del termalismo e che qualcuno mirasse solo a una speculazione immobiliare ,speriamo di non ritrovarci un centro commerciale al posto delle Terme di Stabia”.


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ELEZIONI | Meloni, prima “doppia cifra” nell’ex Stalingrado del Sud. Exploit Cinque Stelle, bene Forza Italia

Centrosinistra travolto dalla furia grillina

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E’ la prima volta in doppia cifra per Fratelli d’Italia. La destra sfonda anche nell’ex Stalingrado del Sud, Castellammare di Stabia. Soltanto la furia elettorale grillina ferma l’ascesa del centrodestra. Nel territorio stabiese i Cinque Stelle continuano ad essere il primo partito, riuscendo a spuntarla contro il centrodestra guidato da Annarita Patriarca. Un miracolo che porta la firma di Gaetano Amato. Mentre il centrosinistra ha sofferto di parecchio il nuovo exploit grillino. Nulla di nuovo da queste parti, dove il reddito di cittadinanza ha influito oltremodo nel consenso al partito di Giuseppe Conte. C’era da aspettarselo.

La sorpresa è sicuramente Fratelli d’Italia con quasi il 12%. La doppia cifra per il partito della Meloni non era per nulla scontato. A Castellammare le percentuali sono sempre state al minimo, anche quando la destra – su scala nazionale – riusciva a racimolare voti. Il partito sarà anche stato trascinato dall’effetto Meloni, la premier in pectore, ma ha dovuto fare i conti con Forza Italia, trascinato dalla candidata Annarita Patriarca e sostenuto da tutta l’ex maggioranza di centrodestra, compreso l’ex sindaco Gaetano Cimmino. I forzisti sono andati ben oltre l’8% nazionale, arrivando addirittura al 13%.

Non è stato esaltante il risultato di Azione-Italia Viva. Il partito di Renzi e Calenda non riesce ad agguantare la soglia del 6%, altro dato al di sotto della soglia nazionale.

Alla fine chi ha risentito più di tutti la furia grillina è stato il Partito Democratico. A Castellammare si arriva al 16%, ma è anche vero che a livello nazionale il partito di Letta ha forse toccato uno dei punti più bassi.

Daniele Di Martino

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