Collegamenti con la malavita, condizionamenti della vita politico amministrativa, controlli solo di facciata e un tardivo intervento della giunta per la gestione dei beni confiscati alla camorra. C’è tutto questo nella relazione a firma del prefetto, alla base dello scioglimento per camorra del comune di Castellammare.
Un corposo capitolo è dedicato al sindaco Gaetano Cimmino e ai suoi legami, compreso il passato del padre, ex dipendente comunale ma con un patrimonio immobiliare di assoluto valore.
C’è spazio poi per le falle della macchina amministrativa e alle parentele scomode di almeno otto consiglieri comunali e due assessori. Sulla base di tutto questo, il prefetto Palomba ha concluso con un giudizio impietoso la relazione che ha portato allo scioglimento: “Il Comitato, sulla base delle risultanze emerse dagli approfondimenti ispettivi evidenziati - si legge- ha unanimemente ritenuto sussistente non solo il condizionamento degli organi elettivi dell'ente locale da parte della criminalità organizzata, ravvisando un quadro complessivo di elementi, attuali, concreti e univoci in tale direzione, ma anche collegamenti diretti o indiretti da parte di alcuni amministratori e dipendenti comunali, con inevitabili riflessi negativi sul buon andamento
dell'Amministrazione e sul regolare funzionamento dei servizi.
Dall'esame della documentazione emergono, altresì, innumerevoli episodi di condotta antigiuridica
sempre tuttavia sintomatica di condizionamento connessi alla criminalità.
Sono emersi, infatti, profili di vero e proprio sviamento delle funzioni istituzionali in direzione di
interessi ben diversi si riportano, ad esempio, gli accertamenti sui beni confiscati non svolti per
condizionamento della Polizia Municipale.
In definitiva, da una valutazione generale e oggettiva emerge un indubitabile condizionamento
criminale dell'Amministrazione, che si fonda su legami ampiamente dimostrati sua di carattere
parentale che relazionale di amministratori e dipendenti con elementi anche di spicco della
criminalità organizzata e con imprenditori strettamente connessi con la stessa, nonché su una
condizione patologica dell'attività amministrativa che come è dato evincere dagli atti ha influenzato
in modo trasversale quasi tutti i settori " a dimostrazione del carattere non circoscritto della
situazione di mala gesto caratterizzante l'amministrazione comunale".
Daniele Di Martino