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Politica

La fotografia impietosa del Prefetto: “Collegamenti diretti con la camorra in consiglio”

Indagini patrimoniali sul sindaco e sul padre. Sussulto tardivo sui beni confiscati

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Collegamenti con la malavita, condizionamenti della vita politico amministrativa, controlli solo di facciata e un tardivo intervento della giunta per la gestione dei beni confiscati alla camorra. C’è tutto questo nella relazione a firma del prefetto, alla base dello scioglimento per camorra del comune di Castellammare.
Un corposo capitolo è dedicato al sindaco Gaetano Cimmino e ai suoi legami, compreso il passato del padre, ex dipendente comunale ma con un patrimonio immobiliare di assoluto valore.
C’è spazio poi per le falle della macchina amministrativa e alle parentele scomode di almeno otto consiglieri comunali e due assessori. Sulla base di tutto questo, il prefetto Palomba ha concluso con un giudizio impietoso la relazione che ha portato allo scioglimento: “Il Comitato, sulla base delle risultanze emerse dagli approfondimenti ispettivi evidenziati – si legge- ha unanimemente ritenuto sussistente non solo il condizionamento degli organi elettivi dell’ente locale da parte della criminalità organizzata, ravvisando un quadro complessivo di elementi, attuali, concreti e univoci in tale direzione, ma anche collegamenti diretti o indiretti da parte di alcuni amministratori e dipendenti comunali, con inevitabili riflessi negativi sul buon andamento
dell’Amministrazione e sul regolare funzionamento dei servizi.
Dall’esame della documentazione emergono, altresì, innumerevoli episodi di condotta antigiuridica
sempre tuttavia sintomatica di condizionamento connessi alla criminalità.
Sono emersi, infatti, profili di vero e proprio sviamento delle funzioni istituzionali in direzione di
interessi ben diversi si riportano, ad esempio, gli accertamenti sui beni confiscati non svolti per
condizionamento della Polizia Municipale.
In definitiva, da una valutazione generale e oggettiva emerge un indubitabile condizionamento
criminale dell’Amministrazione, che si fonda su legami ampiamente dimostrati sua di carattere
parentale che relazionale di amministratori e dipendenti con elementi anche di spicco della
criminalità organizzata e con imprenditori strettamente connessi con la stessa, nonché su una
condizione patologica dell’attività amministrativa che come è dato evincere dagli atti ha influenzato
in modo trasversale quasi tutti i settori ” a dimostrazione del carattere non circoscritto della
situazione di mala gesto caratterizzante l’amministrazione comunale”.

Daniele Di Martino


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Politica

ELEZIONI | Reddito di Cittadinanza, proposta di Nora Di Nocera: “Va implementato”

La candidata al Senato per il centrosinistra: “Mantenere una parte del sussidio anche dopo aver trovato lavoro”

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“Il redddito di cittadinanza va implementato e va mantenuto anche dopo aver trovato un lavoro”. E’ la proposta di Nora Di Nocera, candidata per il centrosinistra al Senato per il collegio di Castellammare-Torre, in vista delle elezioni del 25 settembre.

“Il reddito di cittadinanza è una misura sacrosanta che va salvaguardata ed implementata. Il rdc, inoltre, ha permesso a tanti italiani di beneficiare di un reddito in un momento molto complicato per l’intero Paese che ha attraversato la crisi economica e sociale derivante dalla pandemia da Covid – spiega la candidata – Del resto, la storia ci dice che è stato il Partito Democratico ad aver introdotto tale misura come reddito di inclusione, poi diventato reddito di cittadinanza. E’ perciò vero che il reddito viene percepito in Campania e nel Sud Italia in percentuale maggiore rispetto al Nord, ma non penso né che possa condizionare il voto né che sia un disincentivo al lavoro nella nostra regione. Se ci sono dati in tal senso allora dobbiamo inserire la possibilità per i percettori di mantenere una parte del sussidio nel caso in cui trovino un impiego. L’accompagnamento al lavoro è una necessità di cui bisogna discutere, ma parliamo comunque di una misura necessaria di contrasto alla povertà, che ricordo a tutti che non è una colpa. Dati Istat confermano che nel 2020 grazie al reddito di cittadinanza e di emergenza si è evitato che circa un milione di cittadini arrivasse sotto la soglia della povertà assoluta”.

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