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Politica e camorra, il clan D’Alessandro indicò più candidati da votare

Per gli ispettori del Viminale “il gradimento della cosca di Scanzano era verso il partito Forza Italia”

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Il clan indicò più candidati da far votare. E’ quanto emerge dalla relazione della commissione d’accesso, che ha determinato lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare. Candidati ritenuti di gradimento della cosca di Scanzano gravitanti tutti nel centrodestra stabiese.

Secondo gli ispettori inviati dal Viminale “le attività condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri hanno fatto emergere che il clan D’Alessandro aveva interesse nel rinnovo dell’amministrazione comunale stabiese, nella tornata di consultazioni amministrative del 2018” si legge nelle pieghe della relazione antimafia.

Il riferimento è ad alcune intercettazioni tra l’imprenditore Gerardo Delle Donne e il ras di Scanzano, Sergio Mosca, colui che sempre nelle conversazioni captate dagli investigatori si definì “padrone delle Terme”.

“I dialoghi riportati nell’ordinanza del gip – si legge – hanno dimostrato che il clan aveva la possibilità di indirizzare una certa quantità di voti verso alcuni candidati a condizione che gli stessi erano graditi al vertice dell’organizzazione criminale”.

Quindi non si trattò di sostenere un solo aspirante al consiglio comunale, ma più di uno. Infatti, “alla richiesta di indirizzare voti verso un determinato candidato, Sergio Mosca fa capire che si sono già altri soggetti vicini al clan da votare”.

Ma soprattutto, secondo gli 007 del ministero “quello che appare chiaro dal tenore della conversazione è il gradimento verso il partito Forza Italia”.

Daniele Di Martino


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ELEZIONI | Reddito di Cittadinanza, proposta di Nora Di Nocera: “Va implementato”

La candidata al Senato per il centrosinistra: “Mantenere una parte del sussidio anche dopo aver trovato lavoro”

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“Il redddito di cittadinanza va implementato e va mantenuto anche dopo aver trovato un lavoro”. E’ la proposta di Nora Di Nocera, candidata per il centrosinistra al Senato per il collegio di Castellammare-Torre, in vista delle elezioni del 25 settembre.

“Il reddito di cittadinanza è una misura sacrosanta che va salvaguardata ed implementata. Il rdc, inoltre, ha permesso a tanti italiani di beneficiare di un reddito in un momento molto complicato per l’intero Paese che ha attraversato la crisi economica e sociale derivante dalla pandemia da Covid – spiega la candidata – Del resto, la storia ci dice che è stato il Partito Democratico ad aver introdotto tale misura come reddito di inclusione, poi diventato reddito di cittadinanza. E’ perciò vero che il reddito viene percepito in Campania e nel Sud Italia in percentuale maggiore rispetto al Nord, ma non penso né che possa condizionare il voto né che sia un disincentivo al lavoro nella nostra regione. Se ci sono dati in tal senso allora dobbiamo inserire la possibilità per i percettori di mantenere una parte del sussidio nel caso in cui trovino un impiego. L’accompagnamento al lavoro è una necessità di cui bisogna discutere, ma parliamo comunque di una misura necessaria di contrasto alla povertà, che ricordo a tutti che non è una colpa. Dati Istat confermano che nel 2020 grazie al reddito di cittadinanza e di emergenza si è evitato che circa un milione di cittadini arrivasse sotto la soglia della povertà assoluta”.

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