Cronaca

Il gambling legale tra pandemia e nuovi leggi. Campania in prima linea

A che punto è la ripartenza del settore del gioco? Come è cambiato il mercato? Cosa stanno facendo le istituzioni? Ecco alcune domande per capire lo stato di salute di una grande industria del nostro paese.

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Una ripartenza c’è stata, ma forse sarebbe meglio parlare di rinnovamento. È questa l’istantanea che gli esperti hanno scattato sul panorama del gambling. Il mondo del gioco pubblico, quello che in Italia è gestito e controllato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, è stato infatti uno dei più colpiti dalla pandemia da Covid 19. Un evento storico dalla portata ingente, dal quale non basta semplicemente ripartire. Per superarlo, infatti, bisogna direttamente cambiare pelle.

Ed è quello che è stato fatto dal gambling, che nei mesi del lockdown ha visto sprofondare il comparto tradizionale, quello terrestre, ed è stato salvato solo dall’online. Ma adesso qual è la situazione? Il gioco a distanza è destinato a continuare a crescere? A essere l’unico possibile? Assolutamente no e lo dimostra il caso del bingo. Un segmento minoritario ma comunque in grande ripresa, capace ad oggi, come si legge su Giochidislots.com, di far tornare i dati in linea con quelli del periodo pre pandemia. Calano invece le scommesse in agenzia, che nel periodo tra maggio 2021 e maggio 2022 hanno generato una raccolta di quasi 4 miliardi e 800 milioni di euro, vale a dire meno 17 punti percentuali rispetto al 2020.

Ma a un grande cambiamento di piattaforme, canali e modalità di gioco deve seguire un grande cambiamento anche nelle istituzioni. Per questo il mondo della politica ha varato il progetto “Help Ludopatia”, uno strumento a sostegno di utenti e giocatori creato dalle associazioni Konsumer, Casa dei Diritti e Formare. In prima linea c’è anche la Regione Campania, con Antonella Ciaramella, ex consigliera e firmataria della legge regionale sul contrasto alla ludopatia: “Gli operatori vorrebbero essere complici nella lotta al GAP ma spesso sono in difficoltà perchè vengono associati a un’immagine delinquenziale – ha spiegato durante la presentazione del progetto alla Camera – In Campania abbiamo provato a superare tutto questo, distinguendo chi ha a cuore la salute da chi invece fa speculazione e gioco illegale. Alla fine abbiamo confezionato una legge che tenta di mettere insieme tutte le esigenze. Abbiamo anche costituito un osservatorio regionale in cui abbiamo istituzionalizzato il rapporto con comuni, Asl, terzo settore, operatori del gioco ed esperti”.

Una sinergia nuova, come nuovo è il panorama in cui si muove. Quello del gioco nell’era post Covid.


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