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ELEZIONI | Forza Italia, rispuntano Milo e Pentangelo. Nella Lega si fa spazio tra i big Tina Donnarumma

Tutte le manovre nel centrodestra in vista del voto del 25 settembre

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Siamo alle grandi manovre nel centrodestra. Il vento in poppa e la possibilità di vincere nei collegi della provincia, esclusa la città di Napoli, sta agitando le acque in Forza Italia. Ma potrebbe esserci una schiarita a breve, alla luce dell’accordo elettorale che ha portato alla nomina di Fulvio Martusciello commissario regionale del partito, subentrando a Mimmo De Siano. L’accordo è più o meno in questi termini: a Martusciello la guida del partito, a De Siano un posto quasi sicuro nel listino uninominale. E così facendo risalgono di nuovo le quotazioni di Antonio Pentangelo, che a questo punto se la gioca per tentare la rielezione a Montecitorio, anche perché in un primo momento il deputato stabiese sembrava essere intenzionato a non candidarsi pur restando in Forza Italia senza seguire Mara Carfagna in Azione.
Un altro punto fisso sarebbe Stefano Caldoro, per l’ex governatore ci sarebbe una posizione blindata per il ritorno a Roma. Bisognerà capire se basterà il collegio napoletano a garantire uno scranno a Palazzo Madama, in effetti il partito è intenzionato a far correre Caldoro per il Senato.
Nel collegio stabiese-torrese c’è molto fermento, anche se le bocce sono ancora ferme. Il pallino in mano ce l’ha sempre Martusciello, che sta cercando di mettere in piedi la squadra che dovrà accompagnarlo alla rielezione all’europarlamento. Infatti punta tutto sul fedelissimo Franco Silvestro e si prevede un ritorno in pista anche per Annarita Patriarca, un nome che ora potrebbe essere quello giusto per guidare l’uninominale del centrodestra nel collegio stabiese-torrese. Al suo fianco potrebbe esserci anche Nello Di Nardo nel listino del plurinominale, anche se tutto dipende dalla riconferma o meno di Marta Fascina, la fidanzata di Berlusconi, eletta nel 2018 proprio in questo collegio a discapito dell’ex senatore di Italia dei Valori.
Nelle ultime ore, però, irrompe anche il nome di Antonio Milo, ex senatore di Forza Italia, ora nell’Udc. Il partito di Cesa ha raggiunto l’accordo con i berlusconiani per inserire propri candidati nelle liste forziste e Milo potrebbe essere rientrare in campo dopo essere stato fermo un “turno”.
Nella Lega di Salvini continua a farsi spazio la stabiese Tina Donnarumma, nonostante la presenza ingombrante di Gianluca Cantalamessa, Pina Castiello e Severino Nappi. Il problema è che i big campani del carroccio eviteranno il collegio di Napoli, dove la Lega storicamente va molto al di sotto della media regionale. Quindi opteranno tutti per collegi di provincia. Nonostante questo Tina Donnarumma si gioca una buona posizione nel listino bloccato al proporzionale.
Continua a sperare in una candidatura Luigi Bobbio, ex sindaco di Castellammare e magistrato della sezione fallimentare di Nocera Inferiore. Deciderà però Giorgia Meloni se inserire nuovamente l’ex pm antimafia nelle liste di Fratelli d’Italia. Male che vada potrà utilizzare il “credito” accumulato per riproporre la sua candidatura a sindaco nel 2024.

Daniele Di Martino


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Politica

I commissari ordinano la demolizione degli abusi del clan a Faito

Il caso finito anche nella relazione della commissione d’accesso

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Giù gli abusi nel castagneto della camorra. La commissione straordinaria ordina la demolizione di opere realizzate abusivamente in un terreno su Monte Faito, un tempo gestito da esponenti del clan Di Martino e utilizzato per la coltivazione della cannabis anche dopo la confisca. Uno dei casi finiti delle pagine della commissione d’accesso, tra i motivi di scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra. Gli ispettori del ministero rilevarono un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che i terreni «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che invece erano facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Proprio questi manufatti allestiti per il ricovero degli animali saranno abbattuti a spese del Comune.

“E’ emerso che tali beninon sono utilizzabili per alcuna finalità pubblica che contempli un utilizzo da parte di esseri umani, dal momento che trattasi di baraccamenti in lamiera, con struttura mista in ferro e blocchi in lapilcemento, del tutto fatiscenti e privi di ogni requisito statico-strutturale oltre che igienico-sanitario” si legge tra gli atti propedeutici ai lavori di demolizione.

Palazzo Farnese pone l’accento sulla “necessità del ripristino dello stato dei luoghi e del legittimo uso del suolo”, con la possibilità di rivalersi sui trasgressori per il recupero in danno degli esborsi sostenuti.

Per fare ciò verrà individuata una ditta specializzata attraverso trattativa diretta su piattaforma MePa, pescando quindi tra le ditte incaricate solitamente dalla Procura Generale della Repubblica, soprattutto iscritta nella white list della Prefettura Napoli.

Daniele Di Martino

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