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Politica

Sentenza storica della Cassazione, gli ex termali dovevano essere assunti da Sint

Respinto il ricorso della società immobiliare del Comune: la Suprema corte dà ragione 35 ex lavoratori di Terme di Stabia

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I lavoratori licenziati da Terme di Stabia dovevano essere assunti dalla Sint. E’ una sentenza storica quella della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso della società immobiliare che detiene il patrimonio delle terme del Solaro e ora è in procedura di concordato presso il Tribunale di Torre Annunziata. Sono 35 gli ex lavoratori termali che avevano proposto ricorso al tribunale del lavoro, perdendo il primo round in primo grado, ma vincendo invece in Appello. La Sint si era opposta a questa sentenza, trascindando gli ex dipendenti fino in Cassazione. La Corte suprema anche questa volta non ha avuto dubbi: i lavoratori non potevano essere licenziati. O comunque, una volta fallita Terme di Stabia dovevano essere assorbiti dalla Sint.

Adesso gli ex termali vantano un credito enorme. Si era partiti da circa 6 milioni di euro, cifra che nel frattempo sarà lievitata e finirà nel calderone del concordato preventivo. Una procedura che si complica sempre di più. La Sint, attraverso la curatela, dovrà vendere tutti i beni del Solaro per poter sanare tutti i debiti, la maggior parte nei confronti degli ex termali.

Una decisione storica che rende giustizia a donne e uomini rimasti scottati dal fallimento di Terme di Stabia.

Daniele Di Martino


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Politica

ELEZIONI | Meloni, prima “doppia cifra” nell’ex Stalingrado del Sud. Exploit Cinque Stelle, bene Forza Italia

Centrosinistra travolto dalla furia grillina

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E’ la prima volta in doppia cifra per Fratelli d’Italia. La destra sfonda anche nell’ex Stalingrado del Sud, Castellammare di Stabia. Soltanto la furia elettorale grillina ferma l’ascesa del centrodestra. Nel territorio stabiese i Cinque Stelle continuano ad essere il primo partito, riuscendo a spuntarla contro il centrodestra guidato da Annarita Patriarca. Un miracolo che porta la firma di Gaetano Amato. Mentre il centrosinistra ha sofferto di parecchio il nuovo exploit grillino. Nulla di nuovo da queste parti, dove il reddito di cittadinanza ha influito oltremodo nel consenso al partito di Giuseppe Conte. C’era da aspettarselo.

La sorpresa è sicuramente Fratelli d’Italia con quasi il 12%. La doppia cifra per il partito della Meloni non era per nulla scontato. A Castellammare le percentuali sono sempre state al minimo, anche quando la destra – su scala nazionale – riusciva a racimolare voti. Il partito sarà anche stato trascinato dall’effetto Meloni, la premier in pectore, ma ha dovuto fare i conti con Forza Italia, trascinato dalla candidata Annarita Patriarca e sostenuto da tutta l’ex maggioranza di centrodestra, compreso l’ex sindaco Gaetano Cimmino. I forzisti sono andati ben oltre l’8% nazionale, arrivando addirittura al 13%.

Non è stato esaltante il risultato di Azione-Italia Viva. Il partito di Renzi e Calenda non riesce ad agguantare la soglia del 6%, altro dato al di sotto della soglia nazionale.

Alla fine chi ha risentito più di tutti la furia grillina è stato il Partito Democratico. A Castellammare si arriva al 16%, ma è anche vero che a livello nazionale il partito di Letta ha forse toccato uno dei punti più bassi.

Daniele Di Martino

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