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L’INTERVISTA | Ungaro e l’adesione al Terzo polo: “Un percorso naturale per il bene della città”

L’ex presidente del consiglio comunale

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Perché ha aderito ad Azione dopo essere stato sempre nel centrodestra?

“Chi mi conosce sa bene che sono impegnato da anni sul territorio, insieme con uno splendido gruppo di amici: siamo espressione civica in un percorso caratterizzato da scelte orientate sempre e solo ai cittadini e a favore dei nostri territori.

È per questo che da anni abbiamo instaurato un rapporto politico con il Ministro per il Sud Mara Carfagna e con l’onorevole Paolo Russo: abbiamo trovato nel loro impegno politico gli stessi valori che ispirano le nostre condotte: la politica intesa come servizio alle comunità, ai cittadini, ai territori. È per questa visione comune che abbiamo condiviso anche le loro ultime scelte.

La proposta del Terzo Polo, in uno a comuni sentimenti moderati, liberali e riformisti, ci convince molto e, ne siamo certi, farà riavvicinare le persone alla politica, scevra da qualsivoglia condizionamento, ma animata solo dal piacere/dovere di apportare il proprio contributo con atti concreti e tangibili.

La nostra è stata quindi una scelta naturale in un percorso coerente con i nostri principi e che grazie ai nostri riferimenti politici nazionali, sempre presenti sul territorio anche mediante la condivisione di nostre proposte politiche animate da atti concreti e non illusori, ci permette di continuare a coltivare quegli ideali di democrazia ai quali ci ispiriamo”.

 

Quali idee di rilancio per la città?

“Pensiamo si debba rivolgere massima attenzione al PNRR. Tanto è stato fatto e tanto altro ancora è in itinere per cui riteniamo fondamentale prestare accurata attenzione affinché i fondi, cosi come sapientemente fatto dal Ministro Carfagna, rimangano ancorati ai nostri territori. A tal proposito, a rimarcare questo concetto mi preme ringraziare, oltre il Ministro, l’onorevole Paolo Russo, che su questo precipuo tema ha anch’egli collaborato alacremente affinché alla nostra città venissero destinati fondi per svariati milioni di euro finalizzati a vari progetti, in un’ottica di sviluppo e rinascita tangibile sia sotto il profilo esecutivo che sotto l’aspetto economico finanziario. Mi riferisco alle risorse con le quali sono stati finanziati gli interventi per valorizzare le Terme che avranno a disposizione più di 12 milioni di euro, per riqualificare il parco e la Reggia di Quisisana con più di 5 milioni e 800 mila euro, per la riconversione della linea ferroviaria Torre Annunziata- Castellammare di Stabia – Gragnano in tram leggero per i cui lavori sono stati messi a disposizione più di 33 milioni di euro. Altri obiettivi da raggiungere sono la promozione turistica e la valorizzazione delle molteplici e straordinarie risorse di questa terra, a cominciare dal mare, come peraltro sottolineato dall’On. Russo nel corso del recente incontro voluto nella nostra città e come sostenuto anche da Catello Vitiello, deputato del nostro territorio al quale riconosciamo attaccamento alla sua terra e vedute in sintonia con ciò che dovrebbe rappresentare per tutti l’impegno politico e cioè il servizio alle comunità”.

È possibile costruire una coalizione centrista a Castellammare in vista delle prossime elezioni?

“Le coalizioni, qualunque esse siano, dovranno, attraverso una seria progettualità sia a breve che medio termine, necessariamente far fronte alle tematiche vere, quelle che riguardano gli atavici problemi che opprimono la nostra comunità e faccio riferimento alla disoccupazione, alla sicurezza, alla vivibilità, allo sviluppo, allo sport, alla valorizzazione dei siti culturali e storici e al recupero della credibilità. In sintesi dovrà essere formata da persone, prima che partiti, che dovranno avere una sola priorità: la nostra città”.

Non c’è il rischio di costruire qualcosa per poi portarla in dote al centrosinistra?

“La costruzione di un percorso politico passa anche necessariamente e aggiungo fortunatamente attraverso il confronto. Pertanto, riteniamo che chi vorrà proporsi alla guida della città dovrà avere una spiccata capacità di ascolto e di dialogo ed una concreta capacità di progettazione in termini di crescita sostenibile del tessuto cittadino”.

DANIELE DI MARTINO

 


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