Era stata annunciata dall’ufficio Lavori Pubblici e l'allora sindaco Vicinanza, poco prima dello scioglimento per infiltrazioni mafiose, non mancò di grande pubblicità: Rifaremo, grazie all'enorme lavoro degli uffici comunali, via Nocera. Purtroppo, ad oggi, ancora nulla. Ed ecco che si apre così un mondo.
C’è una sensazione di immobilismo che da tempo accompagna il settore dei Lavori Pubblici. Cantieri che procedono lentamente, pratiche amministrative che sembrano non trovare uno sbocco e interventi che faticano a trasformarsi in opere concrete. In questo scenario torna al centro dell’attenzione la posizione dell’ingegnere Catello “Lello” Gargiulo, figura che per anni ha ricoperto un ruolo dirigenziale all’interno della macchina comunale e che continua a essere coinvolta, in qualità di RUP, Responsabile Unico del Progetto, in procedimenti relativi ai lavori pubblici.
La vicenda va ricostruita con ordine. La precedente amministrazione comunale è stata sciolta per infiltrazioni della criminalità organizzata, con il conseguente insediamento della commissione straordinaria prefettizia. Nell’ambito del riassetto della macchina amministrativa seguito allo scioglimento, Gargiulo è stato rimosso dall’incarico dirigenziale che ricopriva attraverso un contratto ai sensi dell’articolo 110 del Testo unico degli enti locali.
La questione che oggi viene posta riguarda però ciò che è accaduto successivamente: l’ingegnere Gargiulo avrebbe continuato a ricoprire incarichi di RUP nell’ambito di procedimenti di lavori pubblici. Ed è proprio su questo punto che si concentra il dibattito cittadino.
Il RUP riveste infatti un ruolo centrale nella gestione dei procedimenti relativi alla realizzazione delle opere pubbliche. Per questo, quando un settore registra ritardi o difficoltà operative, diventa inevitabile chiedersi quali siano le cause e quali responsabilità amministrative debbano eventualmente essere accertate.
La tesi sostenuta da alcuni ambienti è che la permanenza di Gargiulo nel ruolo di RUP, nonostante la precedente rimozione dall’incarico dirigenziale, abbia contribuito a determinare una situazione di stallo. Si tratta, tuttavia, di un’interpretazione che deve essere verificata attraverso gli atti amministrativi, i cronoprogrammi, le determine, i verbali e lo stato effettivo dei singoli procedimenti.
Quello che traspare agli occhi dei cittadini e dei turisti, è una città ferma, bloccata, abbandonata e senza guida. Nulla è cambiato rispetto alla precedente amministrazione. Ed è proprio questa la questione sulla quale sarebbe necessario fare chiarezza.
Nel dibattito cittadino si è fatta strada anche l’ipotesi di un conflitto tra il nuovo assetto amministrativo e alcune figure rimaste operative all’interno della struttura comunale.
Se realmente esistessero procedimenti rimasti fermi senza una motivazione amministrativa, tecnica o finanziaria adeguata, sarebbe necessario individuare con precisione le responsabilità.
Quali lavori risultano effettivamente fermi? Da quanto tempo? Quali sono i RUP responsabili dei relativi procedimenti? Quali atti sono rimasti inevasi? Sono state presentate contestazioni formali? I cronoprogrammi sono stati rispettati? Sono state adottate determinazioni per sostituire o affiancare i responsabili dei procedimenti?
Sono queste le domande alle quali la città ha diritto di ricevere una risposta.