Politica
Bonus di fine mandato per l’ex sindaco sciolto per camorra. Ecco quant’è il suo “tfr”
Un’indennità di fine mandato per l’ex sindaco Gaetano Cimmino. Anche se è il sindaco di un’amministrazione sciolta per infiltrazioni camorristiche, salvo clamorose sorprese. Sì, perché Cimmino percepirà regolarmente quello che viene considerato un vero e proprio “tfr”. In questi giorni gli uffici comunali hanno anche provveduto alla liquidazione del compenso riservato ai sindaci che hanno superato i 30 mesi di mandato. Parliamo di una cifra di poco più di 14mila euro.
Il paradosso è che a percepire il trattamento è un sindaco la cui amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche, anche se in attesa della sentenza del Tar del Lazio dopo il ricorso presentato dallo stesso Cimmino e da tanti esponenti dell’ex amministrazione. Proprio nei primi giorni del 2023 arriverà il verdetto. Gli esponenti di centrodestra si dicono fiduciosi nel ribaltare la decisione del Viminale. Nell’udienza del 21 dicembre sindaco, assessori e consiglieri erano quasi tutti presenti a Roma, nell’aula del tribunale amministrativo dove l’avvocato professor Angelo Clarizia ha cercato di smontare pezzo per pezzo la relazione della commissione d’accesso. Oltretutto facendo notare che nei supporti informatici consegnati dal ministero dell’Interno non c’era niente al posto degli allegati alla relazione che ha portato allo scioglimento. Alla stessa udienza non si è costituita l’avvocatura dello Stato. Elementi che fanno sperare gli ex esponenti di centrodestra, che ora credono in un annullamento del provvedimento di scioglimento.
Nel frattempo, l’ex sindaco incassa il trattamento di fine mandato. D’altronde non c’è nulla che lo vieti, anche se il principale esponente di un’amministrazione sciolta per camorra. Così come sono stati liquidati i premi di produttività anche a tutti i dirigenti di Palazzo Farnese. Un altro paradosso.
Ciro Serrapica

