Scioglimento e camorra, rispunta il nome di De Iulio ora accusato di un tentato omicidio

C’è un nome legato allo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare che spunta dall’inchiesta sul clan Cesarano.Anche se non risulta, dagli atti, un affiliato alla cosca di Ponte Persica, Guglielmo De Iulio è uno dei 18 destinatari di ordinanza di custodia cautelare chiesta e ottenuta dalla Dda di Napoli nell’ambito dell’inchiesta “Vichinghi 2”. LA COMPRAVENDITA Secondo quanto ricostruito dagli uomini dell’arma, De Iulio si sarebbe reso responsabile di un tentato omicidio nei confronti di un ex amico imprenditore.

Come viene captato dagli investigatori nelle intercettazioni, De Iulio avrebbe subito uno sgarro da un suo amico, motivo per il quale avrebbe commissionato a due suoi sodali il raid punitivo.De Iulio, sempre secondo le ricostruzioni degli investigatori, avrebbe esternato all’amico la volontà di acquistare un terreno di via Dimitri all'Annunziatella per realizzarne box interrati.

L’amico però avrebbe fiutato l’affare ed avrebbe quindi “soffiato” la proprietà a De Iulio, il quale non è rimasto a guardare ed avrebbe ordinato la punizione.La zona è appetibile ed in forte espansione.

Si tratta di un terreno in via Annunziatella, zona sotto l’egemonia del clan Cesarano.Precisamente la proprietà ricade a ridosso di palazzo Cimmino, di proprietà dei genitori dell’ex sindaco e dove proprio il De Iulio ha svolto numerosi lavori edili. MOTIVO DI SCIOGLIMENTO Ma soprattutto il nome di Guglielmo De Iulio viene accostato a quello dell’ex sindaco Gaetano Cimmino (totalmente estraneo all'inchiesta) nella relazione della commissione d’accesso, che ha portato poi allo scioglimento del consiglio comunale nel febbraio 2022.

Cimmino è infatti il testimone di nozze di De Iulio, circostanza più volte rimarcata nell’ambito delle verifiche dello scioglimento, anche perché il giovane imprenditore annovera tra le sue parentele personaggi con condanne definitive per camorra.L’accostamento aveva generato una levata di scudi nel centrodestra stabiese, ritenendo De Iulio, fino ad allora, incensurato.

E’ chiaro che ora cambiano leggermente gli scenari, anche perché ora viene messa in discussione proprio la sua fedina penale finora immacolata. LE REAZIONI Non sono mancate reazioni politiche, considerato che il nome di De Iulio è comparso nella relazione dello scioglimento per camorra del consiglio comunale.E’ l’ex vicesindaco Andrea Di Martino a rimarcare aspetti legati anche alla vita politica cittadina: “C'è ancora chi fa finta di non capire – scrive sui social - Perché la nostra città tarda a decollare, perché siamo commissariati per infiltrazioni mafiosa.

E tutti i silenti dell'epoca, oggi vogliono le risposte dai Commissari.A Castellammare funziona così: tu sei un imprenditore, compri un terreno, qualcuno ti manda a pestare e a sparare, quel qualcuno ha come compare d'anello, l'ex (per fortuna) sindaco.

Ed in un'altra puntata approfondiremo di che terreno si tratta e che importanza avrà solo un anno e mezzo dopo quel pestaggio.In una città che funziona ancora così noi invochiamo investitori per il rilancio delle Terme, del turismo e del tratto di costa a nord della città.

Come se non fossimo corrosi da un cancro chiamato camorra.Quando prenderemo coscienza di questo Stabia Risorgerà” conclude Di Martino.

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