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Scioglimento, ecco le motivazioni: “Cimmino testimone di un componente di una famiglia mafiosa”

Mano pesante del Viminale: “L’ex sindaco ha rapporti consolidati con personaggi legati alla camorra”

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“Rapporti consolidati con soggetti legati alla criminalità organizzata e testimone di nozze di uno dei componenti di una famiglia mafiosa”. È la fotografia dell’ex sindaco Gaetano Cimmino, scattata dal Viminale e contenuta nelle motivazioni che hanno portato allo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del consiglio comunale di Castellammare.
Emergono i primi particolari inquietanti, contenuti nelle quasi 200 pagine di relazione della commissione d’accesso.
Gli 007 del Viminale non solo parlano di “consolidati rapporti tenuti dal
primo cittadino con alcuni soggetti legati alla criminalità organizzata”, ma che risultano addirittura beneficiari di “pubblici affidamenti”.
Non solo. La commissione ha accertato ed evidenziato anche “la partecipazione del primo cittadino, quale testimone di nozze, al matrimonio di uno dei componenti di una locale famiglia mafiosa, di cui alcuni appartenenti risultano affidatari di lavori e servizi da parte del comune stesso”.
Quanto basta per sciogliere il consiglio comunale. È questa è solo una parte delle motivazioni che hanno sancito lo scioglimento per camorra.
Daniele Di Martino


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  1. Pingback: Cimmino senza vergogna: scioglimento colpa di un comune malato | Stabia News

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Scioglimento, ecco il “ricorso in bianco” per desecretare la relazione della commissione d’accesso

La strategia dell’ex sindaco per interrompere i termini e puntare a “smontare” le motivazioni del ministero

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Un ricorso “in bianco”. Così è stato definito durante le riunioni tenute dall’ex maggioranza di Gaetano Cimmino. Una soluzione prospettata dallo studio Clarizia, uno dei principi del foro di Roma, per interrompere i termini e tentare di ribaltare lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.

Stando a quanto depositato dagli avvocati dell’ex sindaco, si tratta quindi di un ricorso che principalmente punta a far desecretare le motivazioni che hanno spinto il governo a sciogliere il consiglio comunale. Perché in realtà, ufficialmente, questi atti non ci sono. Anche se il contenuto è ben noto per essere stato riportato dalle testate giornalistiche. Ma non sarà possibile smontare queste motivazioni, almeno per il momento. Quindi si proverà a richiedere gli atti ufficiali, che per il momento il Prefetto non ha concesso, per poi provare a fare un “ricorso nel ricorso” entrando nel merito della questione.

La maggior parte dell’ex maggioranza ha firmato senza battere ciglio, in tre invece non se la sono sentita di dare il mandato all’avvocato Clarizia.

Daniele Di Martino

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