Politica
Scioglimento, ultima partita al Consiglio di Stato. Il Viminale diserta l’udienza: a giorni la sentenza
Al Consiglio di Stato l’ultima partita per evitare lo sciglimento per camorra.Questa mattina, davanti ai giudici non è comparsa l’Avvocatura di Stato, organo che avrebbe rappresentato il Ministero dell’Interno, contro il quale l’ex amministrazione Cimmino ha presentato ricorso (prima al Tar e poi al Consiglio di Stato) per annullare il provvedimento di scioglimento.
E’ stata quindi un’udienza a senso unico quella andata in scena oggi.A difendere gli interessi di Cimmino e i suoi c’era come sempre il professore Clarizia, principe del foro romano in materia di giustizia amministrativa.
La sua è stata una lunga arringa.Clarizia ha parlato di superficialità della sentenza del Tar, che in pratica aveva ribadito la tesi del Viminale contenuta nella relazione della commissione d’accesso, confermando quindi lo scioglimento per camorra del consiglio comunale.
Anche in questo caso Clarizia ha fatto leva sull’assenza degli allegati che l’Avvocatura dello Stato avrebbe dovuto depositare, cosa che invece ha fatto la difesa dell’ex sindaco Cimmino, producendo oltre cento allegati per dimostrare l’estraneità.Ora resta tutto nelle mani dei giudici del Consiglio di Stato.
A giorni è attesa la sentenza, che in ogni caso avrà un effetto sulle trattative politiche tuttora in atto a Castellammare di Stabia, in vista delle elezioni amministrative programmate nella primavera 2024.In caso di conferma del provvedimento di scioglimento, tutto resterà invariato, con il centrodestra che dovrà ritrovare un’identità e soprattutto un candidato al di sopra di ogni sospetto.
Con l’annullamento del provvedimento di scioglimento, allora cambierebbe proprio tutto e rientrerebbe in gioco l’ex sindaco Cimmino, che intanto non ha preso parte alla reunion nel centrodestra che si è tenuta ieri sera per serrare le fila della coalizione.
Daniele Di Martino

