Castellammare.La decisione di non assegnare a sorteggio pubblico gli scrutatori per i referendum agita la politica stabiese.
Dopo Noi per Stabia che aveva avanzato la proposta di sorteggiare gli scrutatori. "Il rispetto delle regole, della parità di trattamento non sono valori negoziabili" aveva detto Nino Di Maio.Oggi a farsi sentire e Bene Comune: "La posizione dei giovani stabiesi, e non solo di essi, ma di una buona parte della città relativamente al criterio di scelta degli scrutinatori è ben nota e parte dagli anni ottanta quando Castellammare di Stabia fu il primo Comune italiano ad optare per il sorteggio pubblico, sulla spinta di una raccolta di migliaia di firme di cittadini operata dai “Giovani DC”.Da allora e per oltre 25 anni nella nostra città, gli scrutatori sono sempre stati nominati dalla commissione elettorale previo sorteggio pubblico effettuato nella sala consiliare.
Si deve purtroppo amaramente constatare che ieri la commissione elettorale, con componenti a maggioranza di centro-sinistra, è tornata (come aveva già fatto la precedente commissione elettorale con componenti a maggioranza di centro-destra) al “sistema” delle nomine dirette degli scrutatori che spesso rispondono a criteri clientelari.L’Associazione Bene Comune e il suo consigliere comunale dott. Luigi Fiorenza prendono le distanze da questa incresciosa decisione che calpesta un criterio oggettivo imparziale e trasparente, consistente nel sorteggio pubblico e chiede alla commissione elettorale e al Sindaco Luigi Vicinanza che la presiede, di ripristinare le nomine a sorteggio.Con il pubblico sorteggio si evita, infatti, che soltanto chi “conosca questo o quel personaggio influente di partito possa accedere ad un diritto che è di tutti i cittadini e non solo di alcuni”; si combatte la logica della “partitocrazia” e del “clientelismo” e si dà a tutti i giovani cittadini l’opportunità di un’occasione di lavoro senza doversi piegare a questo o a quel “potente” o “intermediario” di turno".