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Castellammare, Ruotolo e Vicinanza sono già ai ferri corti

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Castellammare

Lo spauracchio delle camorra e l’ombra di una «crisi politica».A Castellammare di Stabia, da qualche giorno, tiene banco il caso Ruotolo.

Le esternazioni dell’europarlamentare del Pd, nel corso della presentazione del primo rapporto dell’osservatorio sulla camorra stabiese, hanno sollevato un polverone.Poi la guerra a colpi di lettere che ha portato perfino allo scontro tra lo stesso Ruotolo e il sindaco Vicinanza.

I due giornalisti prestati alla politica sono già ai ferri corti, perché la narrazione dell’europarlamentare nella lettera diffusa questa mattina non nette il primo cittadino a riparo da certe accuse, molte anche gravi.Ruotolo si rivolge ai cittadini, ma il j’accuse è chiaro: «State con chi denuncia il malaffare, con chi alza la voce contro le infiltrazioni della camorra, con chi si indigna per uno scioglimento del consiglio comunale che non può essere derubricato a formalità?

State con chi chiede trasparenza nella gestione del piano urbanistico, negli affidamenti, nella macchina comunale?State con chi considera inaccettabile che siano i consiglieri comunali a nominare gli scrutatori per i referendum dell’8 e 9 giugno, mettendo a rischio la libertà e la regolarità del voto?

O state con chi tace?Con chi lascia correre?

Con chi si volta dall’altra parte davanti all’evidenza di liste civiche usate come strumenti di potere, anche da parte di gruppi legati alla criminalità?Io credo che Castellammare meriti di più.

Meriti legalità, partecipazione, coraggio.Meriti di spezzare le catene dell’opacità e della paura».

Apriti cielo.E così il sindaco ha preso carta e penna, rispondendo per le rime e accusandolo di fare pura «retorica» e non fatti: «Caro Sandro, leggo con attenzione e rispetto la tua lettera, animata da una passione che conosco bene.

Ma permettimi di dirlo con chiarezza: chiedere oggi “da che parte stiamo” è un esercizio retorico.La scelta di stare contro la camorra e contro ogni forma di illegalità l’abbiamo fatta da tempo.

L’abbiamo fatta anche, un anno fa, quando abbiamo costruito insieme questa coalizione, formata da partiti politici e liste civiche, mi permetto di aggiungere, di ispirazione politica, nata proprio con l’obiettivo di voltare pagina, di restituire dignità e legalità a Castellammare di Stabia dopo un passato buio, dopo uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche e che ci hanno lasciato in eredità pezzi di sfasciume urbano. 

Una scelta che anche tu, Sandro, hai condiviso.Lo hai fatto candidandoti, mettendoci la faccia, chiedendo il voto alle cittadine e ai cittadini, nonostante i tuoi impegni da dirigente nazionale del PD e da eurodeputato.

Ma proprio per questo credo che la vera sfida non sia quella delle dichiarazioni, ma quella dell’azione quotidiana».Interviene ancora Mario D’Apuzzo, capo dell’opposizione di centrodestra, che prende due piccioni con una fava e attacca sia Ruotolo che Vicinanza: «La legalità non ha bisogno di analisti in trasferta, né di sociologi con la penna rossa.

Ha bisogno di scelte nette, trasparenti, coraggiose.E proprio sulle scelte – o sulle omissioni – si misura oggi la vostra credibilità.

Il “campo largo” che governa Castellammare si regge su una quantità spropositata di liste civiche.Esattamente quelle che il vostro stesso studio individua come potenziale rifugio di rappresentanti della criminalità organizzata».

Alberto Cimmino

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