Piano di Sorrento, nei guai l’Antico bagno di Nettuno

Finisce nei guai l’Antico Bagno di Nettuno a Piano di Sorrento.Questa mattina il personale della Capitaneria di porto - Guardia Costiera di Castellammare di Stabia ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica, avente ad oggetto la struttura turistica ad insegna "Antico Bagno Nettuno", situata in localita Porto di Marina di Cassano del Comune di Piano di Sorrento, in un'area sottoposta a vincoli paesaggistici ed ambientali, essendo stata dichiarata di notevole interesse pubblico.

I reati per cui si procede sono quelli previsti dagli artt. 4 DPR n. 280/2001, 181 del D.Igs. 42/2004, per quanto concerne le violazioni in materia edilizia, urbanistica e paesaggistica e dagli artt. 54 e 1161 del RD 30.03.1942 nr 327 codice della navigazione per quanto concerne l'occupazione abusiva del demanio marittimo.Si procede nei confronti del legale rappresentate della società "La Scogliera di Cosenza Augusto & C.

sas", in qualità di soggetto titolare della concessione demaniale marittima dell'area dove insiste la struttura sottoposta a sequestro e di altro soggetto quale committente e diretto interessato dell'attività elioterapica e di ristorazione, nonché socio della citata società.Le indagini, espletate dal personale dipendente dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, si sono avvalse dell'ausilio di personale tecnico dell'UTC del Comune di Piano di Sorrento e hanno permesso di accertare che rispetto ai titoli rilasciati erano state realizzate ulteriori e diverse opere abusive, eseguite in assenza di titoli autorizzativi in materia urbanistica e demaniale.

Inoltre, le opere sono state realizzate senza il preventivo deposito degli atti progettuali presso l'Ufficio del Genio Civile e senza la direzione dei lavori da parte di un tecnico competente.Gli accertamenti tecnici hanno fatto emergere che la tipologia costruttiva dell'opera, di circa 1125,52 mq., anziché essere di facile rimozione, presentava tutte le caratteristiche di opera non a carattere temporaneo, il tutto in violazione dei titoli demaniali rilasciati da parte delle Autorità competenti.

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