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Guida Michelin, il premio per la migliore sala a Giulia Tavolaro
È Giulia Tavolaro, professionista di sala del ristorante Maxi dell’hotel Capo La Gala di Vico Equense (Napoli), la vincitrice del Michelin Service Award 2025. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato questa mattina a Parma, durante la presentazione della 71ª edizione della Guida Michelin Italia, condotta da Giorgia Surina.
Nelle motivazioni degli ispettori emerge un ritratto limpido della premiata: “Colonna portante di questo angolo incantevole della Costiera sorrentina, Giulia Tavolaro accoglie e guida una clientela internazionale con eleganza, gentilezza e una passione autentica. La sua determinazione trasforma ogni incontro in un’esperienza memorabile, dove l’ospite è sempre al centro e il servizio diventa la cornice perfetta che esalta la magia della proposta culinaria”.
Un percorso costruito sul campo
Diplomata all’Istituto Alberghiero di Vico Equense, Tavolaro ha mostrato da subito una predisposizione naturale per l’accoglienza. Il suo primo passo nel mondo dell’alta ristorazione avviene proprio durante gli anni di scuola, con uno stage al celebre Don Alfonso 1890, esperienza che segnerà profondamente la sua visione del servizio.
Da lì in avanti il percorso si arricchisce di tappe fondamentali: Le Calandre di Rubano (Padova), ristorante tre stelle Michelin tra i più influenti al mondo, Combal.Zero di Davide Scabin a Rivoli (Torino), laboratorio d’avanguardia della cucina italiana.
Esperienze che hanno contribuito a formare una figura professionale capace di coniugare eleganza, precisione e sensibilità nell’interpretare le esigenze dell’ospite.
Un riconoscimento al cuore della sala
Il Michelin Service Award non premia solo la tecnica, ma soprattutto la capacità di rendere il servizio un elemento essenziale dell’esperienza gastronomica. E Giulia Tavolaro, con la sua visione umana e raffinata dell’ospitalità, rappresenta oggi uno dei volti più significativi della sala italiana.
Un traguardo che celebra non solo una carriera, ma anche un territorio — quello della Costiera sorrentina — da sempre fertile terreno per la grande ristorazione.

