Politica
Castellammare, D’Apuzzo a Ruotolo: “Si dimetta insieme alla maggioranza”
Mentre nella maggioranza che sostiene il sindaco Vicinanza a diverse ore dalla pubblicazione della lettera di Sandro Ruotolo non arriva nessuna presa di posizione, dall’ opposizione il primo a rispondere alla lettera di Ruotolo 5 il consigliere Mario D’Apuzzo “ La lettera dell’on.Sandro Ruotolo al sindaco Vicinanza sta suscitando clamore.Ma, proprio perché indirizzata alla città, merita una risposta sincera e altrettanto pubblica.Vi sono infatti passaggi non solo politicamente discutibili, ma indegni della storia e del ruolo di chi oggi si presenta come custode della legalità e della trasparenza, apparendo invece come il comandante che abbandona la nave alla prima falla, nell’illusione di mettersi in salvo mentre la città affonda.
L’onorevole Ruotolo conosceva perfettamente la realtà di Castellammare: i rischi, le fragilità, le zone d’ombra.Conosceva bene ciò che avrebbe prodotto l’ammucchiata elettorale costruita per vincere a ogni costo.A dirlo non sono io, ma una nota e corposa ordinanza cautelare che aveva già messo in guardia tutti, richiamando criticità, rapporti, precedenti e sentenze che avrebbero imposto a qualunque forza responsabile un innalzamento significativo del livello di prudenza.Eppure nessuno, nel PD, applicò quel principio elementare per cui, quanto più è fragile il contesto, tanto maggiore dev’essere il rigore nella selezione delle liste.
A non volerlo attuare non è stato qualcun altro: sono stati proprio coloro che oggi alimentano il bagaglio di conoscenze sulla nostra città dell’onorevole Ruotolo.Lo stesso dirigente nazionale, Nicola Corrado, che oggi invita a non minimizzare, fu il primo a proporre, in un articolo dell’aprile 2024, di “serrare i ranghi” contro il “finto civismo”.Parole che suonano paradossali se si considera che il campo largo di Vicinanza si reggeva su una miriade di liste civiche, tanto numerose da renderne difficile persino la memoria. È dunque legittimo domandarsi se non ci si trovi di fronte a un’operazione politica interna al PD, finalizzata a deresponsabilizzare qualcuno che ambisce a un ruolo da protagonista nelle prossime elezioni.Lo facciano pure, se lo ritengono opportuno, ma non a danno della città, che non può essere trasformata nel terreno di scontro per la regolazione di conti di partito.
Ed è talmente evidente quanto affermo che basta leggere con attenzione la lettera per cogliere i toni propagandistici e autocelebrativi con cui il parlamentare europeo affronta questioni che altri avevano sollevato già da tempo.Sul tema dei rifiuti, ad esempio, non vi è un solo elemento, nel suo intervento in Consiglio comunale, che la Commissione Speciale Rifiuti non avesse già messo in luce, e con maggiore puntualità.La Commissione ha denunciato irregolarità, ritardi, inadempienze; e nonostante ciò, nulla lascia pensare che la situazione sia migliorata, né risulta un ulteriore e concreto interessamento dello stesso parlamentare europeo rispetto all’evoluzione di tali criticità.Il clima ostile generatosi attorno a questi temi ne è la prova più chiara: dopo aver sollevato questioni rilevanti, sono stato costretto ad attendere per oltre trentacinque minuti fuori dalla stanza del dirigente senza essere ricevuto.
Non diversa è stata la sorte dei lavoratori che hanno denunciato irregolarità chiedendo protezione all’amministrazione: sospesi senza stipendio, umiliati, perfino licenziati.Chiedo dunque al deputato europeo cosa sappia delle sanzioni mai applicate, del canone per l’ammortamento degli automezzi mai ridotto in proporzione ai mezzi mancanti, delle penalità mai comminate per il mancato raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata.Nella sua lettera, l’onorevole Ruotolo rivendica di aver richiesto l’istituzione di una Commissione sugli affidamenti diretti.Ma quella richiesta fu timida, tardiva e politicamente irrilevante.
Timida perché formulata con toni dimessi, quasi per non disturbare la maggioranza.Tardiva perché gli affidamenti diretti erano già da tempo la norma.E irrilevante perché nessuno, nel PD, volle davvero sostenerla: aprire quel capitolo avrebbe significato mettere mano a contraddizioni e opacità interne alla stessa coalizione di governo.Se davvero ci credeva, perché non ha insistito?
Perché non ha denunciato pubblicamente il rifiuto della maggioranza?Perché ha lasciato trascorrere mesi di affidamenti senza intervenire?A giudicare da ciò che emerge, quella richiesta sembra più una postilla a tutela personale che un genuino atto politico.E soprattutto, mentre lui taceva, noi dell’opposizione denunciavamo che gli affidamenti diretti stavano diventando la regola strutturale dell’amministrazione.
Io non mi unisco al coro di chi abbandona Vicinanza soltanto ora, perché il vento è cambiato.Ho contrastato Vicinanza dal primo minuto, denunciando l’errore e l’orrore del campo largo e della coalizione elefantiaca costruita per vincere a prescindere.Ma oggi è politicamente imbarazzante assistere al tentativo, da parte di chi quella coalizione l’ha voluta e difesa, di rifarsi una verginità morale sulla pelle della città.Castellammare non è un laboratorio politico né un patibolo su cui sacrificare un sindaco per assolvere altri da responsabilità che non sono solo sue.
E allora, caro Ruotolo, se davvero ritiene che questa esperienza amministrativa sia giunta al capolinea, se ritiene che il voto sia stato inquinato e che il quadro politico e morale del Consiglio sia compromesso, la coerenza impone una scelta chiara.Non chieda al Sindaco di dimettersi, perché sarebbe troppo semplice attribuire a uno solo responsabilità che sono diffuse e condivise.La giunta Vicinanza nasce da un impianto che il PD ha voluto, costruito, sostenuto e difeso.Per questo, caro Ruotolo, se vuole davvero segnare un cambio di passo, dare prova di serietà e offrire un segnale autentico alla città, non invochi il passo indietro del solo sindaco: inviti l’intera maggioranza a dimettersi e lo faccia a partire da sé, come gesto di responsabilità e non come formula retorica.
Un atto del genere, netto e trasparente, avrebbe almeno il merito di sottrarre Castellammare alle logiche di sopravvivenza di partito e restituire ai cittadini la sensazione che qualcuno abbia finalmente deciso di assumersi il peso delle proprie scelte”
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