Castellammare, le opposizioni insorgono contro l’approvazione del RUEC senza confronto

“L’approvazione in Giunta del RUEC - scrivono i consiglieri Antonio Cimmino, Gisella D’Amora e Antonio Alfano - rappresenta l’ennesima, grave dimostrazione di disprezzo istituzionale da parte di questa Amministrazione nei confronti dei consiglieri comunali e dei professionisti che, con competenza e responsabilità, hanno contribuito ai lavori della Commissione Urbanistica.Nel corso delle sedute era stata formalmente e chiaramente avanzata la richiesta di valutare e approvare specifiche modifiche al Regolamento Edilizio Comunale, al fine di un nuovo passaggio in Commissione prima dell’adozione definitiva da parte della Giunta.

Una richiesta legittima, fondata e rispettosa dei ruoli, che è stata deliberatamente ignorata, così come è stata ignorata la proposta – condivisa trasversalmente da più forze politiche – di ridurre tariffe e diritti di segreteria per le pratiche urbanistiche, ferma da mesi senza alcuna risposta.Ancora una volta questa Giunta conferma un metodo di governo arrogante e autoreferenziale, che mortifica il lavoro dei professionisti, svuota di significato il ruolo delle Commissioni Consiliari e dimostra una preoccupante mancanza di rispetto verso i consiglieri comunali, legittimamente eletti dai cittadini.

Un atteggiamento che non solo umilia il Consiglio Comunale, ma danneggia l’intera città.In questo contesto appare incomprensibile e politicamente inaccettabile il silenzio e l’immobilismo del Presidente della II Commissione, Nello Cuomo. È legittimo domandarsi quale ulteriore mortificazione politica e istituzionale debba ancora subire la Commissione affinché il suo Presidente valuti le dimissioni, a tutela della propria dignità e del ruolo che è chiamato a rappresentare.

Il RUEC è uno strumento strategico per lo sviluppo e il futuro della città e merita confronto, trasparenza e rispetto delle regole democratiche.Questo modo di amministrare non fa bene alla città, mina la fiducia nelle istituzioni e contribuisce ad allontanare i cittadini dalla partecipazione democratica”.

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