Politica
Castellammare e lo show della politica in scena a Teatro Farnese
Il copione è quasi sempre lo stesso. Negli ultimi quindici anni, la politica di Castellammare di Stabia sembra ingabbiata in un teatro. Gli attori sul palco sono quasi sempre gli stessi, alcuni escono di scena e poi ritornano. E poi ci sono le comparse.
La crisi politica stabiese, da sempre melodrammatica, è ora all’apice della sua teatralità. Il punto più alto (o più basso, dipende dai punti di vista) si registra al teatro Supercinema, nemmeno a farlo apposta. Il monologo del sindaco attuale Gigi Vicinanza non è diverso da quelli andati in scena in almeno altre quattro occasioni.
Molta finzione, urla, baci e abbracci. Finanche qualche lacrima, come quelle versate dal presidente del consiglio comunale Roberto Elefante. Non ci si è fatti mancare niente. E ancora una volta la lotta alla camorra diventa il terreno di scontro, lo strumento per risolvere o regolare conti politici.
Il campo prediletto di questa lotta intestina è come sempre il centrosinistra, o campo largo se vogliamo (o addirittura campo santo).
Riavvolgendo il nastro, una volta il teatro in cui andava in scena lo show della politica era il consiglio comunale. Sceneggiate con incursioni anche esterne, talvolta per scongiurare imminenti decisioni in aula a Palazzo Farnese.
Vicinanza, invece, porta la crisi direttamente a teatro. Teatro Farnese. Castellammare fa i conti con l’ingovernabilità per l’ennesima volta, subendo un copione che purtroppo sembrava già scritto ancora prima della campagna elettorale. Tutti sapevano che prima o poi i nodi sarebbero venuti al pettine e ora sono travi che rendono la città bloccata.
Doveva essere l’amministrazione della rinascita e non lo è stata, anche se Vicinanza ne è ancora convinto. Il copione è esattamente uguale agli altri. Si galleggia, tra una crisi politica e l’altra. Si getta fumo negli occhi dei cittadini, si usa la lotta alla camorra per regolare conti politici. Da una e dall’altra parte, nessuno è esente da colpe.
Le responsabilità sono di chi ha creato questa coalizione, chi ha accettato di guidarla e di chi ha scelto di farne parte. Una sceneggiatura scritta male e recitata peggio. Castellammare paga il conto di un biglietto troppo alto e per uno spettacolo da baraccone.

