Castellammare, Sullo striscione dell’Associazione Partigiani sul palco del Supercinema si spacca l’ANPI
Si porta dietro ancora strascichi la manifestazione al Supercinema voluta dal sindaco Luigi Vicinanza. A insorgere nel pomeriggio di ieri alcuni iscritti dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia che contestano la scelta del presidente e della moglie di portare lo striscione sul palco del Supercinema.
A fine manifestazione, infatti, mentre il sindaco era intento a salutare, sul palco si sono materializzati i due iscritti con tanto di striscione spiegato. Luigi Vicinanza, dopo aver salutato i due rappresentati dell'ANPI, chiama a sè la Giunta per una foto ricordo dietro lo striscione.
"Lei presidente - si legge - non doveva individualmente, arbitrariamente e senza scrupoli per la democrazia interna all' Anpi sezione Castellammare/Gragnano, partecipare lo scorso 15 gennaio presso il teatro Supercinema, all'iniziativa propagandistica di tipo partitico promossa dal sindaco Vicinanza, da un'associazione a lui collegata si detta "dei 100" e sostenuta da molte liste civiche.
Un'iniziativa nata dallo scontro tra partiti di maggioranza consiliare, minoranza consiliare e il sindaco Vicinanza a seguito delle indagini dell'antimafia che hanno coinvolto direttamente o indirettamente la cosa pubblica. Fatti riportati dai media locali e nazionali.
La prova provata, sempre seguendo la cronaca, che si tratta di uno scontro partitico è il fatto che il sindaco sia pronto ad azzerare le deleghe degli assessori per consentire a partiti e liste civiche di poter individuare per la giunta persone da loro indicate. Nulla di sbagliato, ma resta una questione/confronto partitico.
Premesso che la traccia dell'assemblea del 15 gennaio scorso è si importante "No alla camorra. Giù le mani dalla città" NOI DELL'ANPI SIAMO CONTRO LA CAMORRA, ma è soprattutto vero che si è trattato di un monologo del sindaco, un soliloquio che non è stato neanche preceduto da una qualche introduzione o analisi dell'associazione dei 100 composta da professionisti stabiesi.
Quindi Lei, presidente Di Massa, non ha neanche partecipato ad una conferenza sulla criminalità, dove avrebbe potuto portare un suo contributo personale, mentre è totalmente illegittimo e lesivo dell' Anpi aver offerto, portandolo sul palco, lo striscione dell'associazione a sostegno del sindaco nel suo scontro con i partiti. In un'adunata, senz'altro di persone perbene, ma acritica, in un'assise dove era precluso il dibattito.
Lei questo non doveva farlo, non poteva farlo e senz'altro trattandosi di una iniziativa partitica, forse non avrebbe neanche potuto metterla in discussione in un ordine del giorno.
In futuro l’Anpi con il sostegno delle università e CNR ed altre forze e associazioni attive sul territorio, potrebbe farsi promotrice di un convegno o di qualcosa che parta più dal basso, un’ analisi della criminalità di tipo sociologico.
Ma Giovedì scorso è stata un’adunata di simpatizzanti, legittima? Si. Con una dialettica di idee? No.
Per concludere, andiamo al cuore della questione che interessa l'ANPI, l'antifascismo costituzionale e l'amministrazione". Chi scrive sottolinea le varie iniziative antifasciste fatte sul territorio con comitati e associazioni e le tante proposte avanzate molte delle quali rimaste proprio dall'amministrazione inascoltate.
"Due anni fa - si sottolinea- per un'iniziativa al Liceo classico Plinio Seniore fummo urgentemente e frettolosamente chiamati in causa come antifascisti; tanto che a seguito dell'incontro fu stilato collettivamente un comunicato stampa che ebbe un' ampia eco nell'opinione pubblica. Da questo accadimento, il più eclatante, comprendiamo che quando c'è da “divergere” con le istituzioni siamo un'associazione collettiva, quando c'è da apparire meglio lasciar perdere il confronto e la partecipazione democratica". In attesa che l'associazione Partigiani si chiarisca al proprio interno resta la scelta divisiva di un dirigente.
Prende a spunto lo striscione dell'ANPI al Supercinema l'ex consigliere Sica per dire " Lo striscione dell’ANPI ci ricorda ciò che accadde nel 1943. La logica che tutto e tutti sono utili per la vittoria. Questa confusione politica è alimentata anche dal rapporto conflittuale con il PD, che pure resta il gruppo di maggioranza relativa in consiglio, e dalle pesanti dimissioni di figure come Sandro Ruotolo, che ha lasciato l'incarico proprio per denunciare l'incapacità dell'amministrazione di arginare il malaffare nella gestione pubblica. L'evento andato in scena al Supercinema si è rivelato una vuota autocelebrazione, il ritratto di un uomo solo al comando che, convocando i propri amici e sostenitori personali, ha preferito glissare completamente su errori, fondi persi e ombre di infiltrazioni per concentrarsi su una carrellata di inaugurazioni di cui, peraltro, non detiene i meriti.
Dal punto di vista politico, la sua amministrazione non ha potuto rivendicare nulla di concreto per manifesta incapacità progettuale. Il vero nodo della questione non è la camorra in sé, quanto l'inettitudine politica di una maggioranza ormai profondamente lacerata. Sebbene nessuno metta in dubbio l'integrità personale del Sindaco Vicinanza (persona perbene e con ottimi propositi) è evidente la sua debolezza politica e strategica: egli deve la propria elezione a una coalizione eterogenea dove è molto probabile che una parte dei consensi sia stata inquinata proprio da quel malaffare che dichiara di voler combattere. Avendo imbarcato chiunque pur di vincere il Sindaco si ritrova oggi in una posizione paradossale: ha allontanato alcuni consiglieri ( che si sono anche dimessi) ma non ha potuto rinunciare ai voti che questi hanno portato in dote".