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Progetti di Vita e sanità integrata: al via una sperimentazione unica che fa da apripista a livello nazionale

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È stato sottoscritto il Protocollo attuativo tra l’ASL Salerno e gli Ambiti Territoriali Sociali della Provincia di Salerno per l’attuazione dei Progetti di Vita delle persone con disabilità, nell’ambito della riforma introdotta dal D.Lgs. 62/2024.

Si tratta di una sperimentazione unica nel suo genere, fortemente voluta dal DG dell’Asl Salerno l’ingegner Gennaro Sosto, che mette per la prima volta a sistema, in modo strutturato e uniforme su tutto il territorio provinciale, un modello di presa in carico integrata tra sanità e servizi sociali. Un’esperienza destinata a diventare un riferimento anche per altre realtà a livello nazionale.

Il Protocollo disciplina in modo chiaro e operativo:
• il funzionamento delle Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), composte da professionisti sanitari e sociali;
• le modalità di presentazione delle istanze da parte delle persone con disabilità;
• i tempi e le procedure per l’avvio del procedimento;
• la definizione condivisa del Progetto di Vita, basato sul modello bio-psico-sociale, che tiene insieme bisogni sanitari, sociali, educativi, lavorativi e abitativi;
• il coordinamento tra Ambiti Territoriali Sociali e ASL per garantire coerenza, equità e omogeneità degli interventi su tutto il territorio.

Il cuore del Protocollo è proprio il Progetto di Vita: uno strumento che supera la frammentazione degli interventi e costruisce un percorso personalizzato, centrato sulla persona e non sulla singola prestazione.

Il dott. Antonio Coppola, direttore della UOC Governance dei Processi di Telemedicina e IA e del coordinamento sociosanitario dell’ASL Salerno, firmatario del protocollo, sottolinea il valore innovativo dell’iniziativa:

«Questo Protocollo non è un atto formale, ma un cambio di paradigma. Per la prima volta si costruisce un modello strutturato che unisce davvero sanità e sociale attorno alla persona. È una sperimentazione che nasce qui, ma che può diventare un riferimento per tutta Italia».

Coppola aggiunge: «Parliamo di una medicina equa e sociale, capace di ridurre le disuguaglianze e di accompagnare le persone non solo nella cura, ma nella costruzione di un vero progetto di vita. La telemedicina e l’innovazione digitale, se integrate in questo sistema, rafforzano ulteriormente l’accessibilità e la prossimità dei servizi».

Il Protocollo si inserisce nella visione strategica del Direttore Generale dell’ASL Salerno, Gennaro Sosto, che guida l’Azienda verso un modello di sanità sempre più orientato all’innovazione, alla prossimità e all’equità.

«La direzione tracciata dal DG Sosto è chiara: costruire una sanità che sia moderna, inclusiva e capace di non lasciare indietro nessuno. Questa sperimentazione rappresenta un tassello fondamentale di quella visione e potrà fare scuola anche oltre i confini della nostra provincia», conclude Coppola.

Con questo Protocollo, l’ASL Salerno e gli Ambiti Territoriali Sociali avviano un percorso condiviso che rafforza il diritto alla salute come diritto universale e concreto, ponendo le basi per una sanità più umana, integrata e orientata al futuro.

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