Incalza il lavoro della commissione d’accesso, nominata per verificare eventuali infiltrazioni della camorra nella macchina politico-amministrativa di Castellammare di Stabia. Dopo le ultime inchieste, che hanno visto coinvolto un consigliere comunale e un familiare di un altro esponente di maggioranza, era inevitabile l’arrivo degli 007 del Viminale per le dovute verifiche, soprattutto alla luce dello scioglimento per camorra che ha interrotto anche l’ultima esperienza amministrativa di centrodestra, pur senza avvisi di garanzia o procedimenti giudiziari in corso.
Ora tocca al centrosinistra e alla coalizione della «Grande Stabia» di Gigi Vicinanza finire sotto la lente di ingrandimento degli ispettori del Viminale.
La commissione è già al lavoro e starebbe passando al setaccio gli affidamenti e le gare d’appalto di un certo peso (in primis rifiuti e opere pubbliche), lì dove la criminalità nutre sempre un certo interesse. Poi ci sono una serie di affidamenti diretti che, anche se previsti dalla normativa e dal codice degli appalti, potrebbero essere viziati dalla mancata rotazione delle ditte di fiducia dell’Ente. In qualche caso sono stati affidati lavori e servizi a società appena costituite e con pochi (se non senza) dipendenti.
Al setaccio proprio quegli affidamenti che potrebbero ricondurre a ditte di familiari di consiglieri comunali, oltre a verificare parentele scomode degli stessi politici che siedono a Palazzo Farnese e tutte le frequentazioni in base alle banche dati in uso alle forze dell’ordine. Nel mirino degli 007 anche le attività private dei consiglieri comunali.
Un’attenzione particolare merita il Piano Urbanistico Comunale, il cosiddetto Puc, che nelle ultime settimane ha subìto un’accelerata dal punto di vista politico e potrebbe approdare in aula da qui a breve. Proprio nel momento più delicato, la maggioranza guidata da Gigi Vicinanza vuole portare a termine il lavoro iniziato prima durante l’amministrazione Cimmino, poi proseguito dalla Commissione straordinaria.
Infine, la gestione dei beni confiscati. E’ pur sempre un settore molto attenzionato dalle Prefetture e quindi dagli ispettori inviati a Castellammare