Politica
Stabia Unica attacca Vicinanza “prima la giustizia usata come arma politica andava bene?”
Due pesi e due misure si potrebbe racchiudere così l’atteggiamento del primo cittadino rispetto alla giustizia “usata come arma politica”. A riflettere su un nodo così delicato del vconcetto di giustizia è il consigliere di Stabia Unica Antonio Federico che dice :“Assistere allo sfogo del Sindaco Luigi Vicinanza è un esercizio di equilibrismo logico che rasenta l’ipocrisia pura. Oggi, dalle colonne dei giornali, il primo cittadino punta il dito contro i “paladini dell’antimafia”, colpevoli – a suo dire – di emettere sentenze sommarie che zoppicano tra pregiudizi e teoremi. Ma dov’era questa sua verve garantista quando quegli stessi “paladini” costruivano artatamente il castello di carte che portò allo scioglimento della precedente amministrazione?”, il commento del consigliere comunale di Stabia Unica, Antonio Federico.
“Allora, la giustizia usata come arma politica andava bene. Era il vento necessario per abbattere l’avversario, la clava utile per liberare la poltrona. Oggi che quella stessa clava si abbatte sulla sua giunta, il Sindaco scopre improvvisamente le sfumature del diritto e il peso del sospetto. Due pesi e due misure che gli stabiesi, ormai stanchi, non possono più ignorare.Nessuno mette in dubbio l’onestà personale di Vicinanza, ma l’onestà non è una competenza amministrativa. Il problema drammatico è la protervia con cui si autoproclama unico argine di legalità, mentre la città affonda nell’inerzia più totale. I suoi proclami autoreferenziali sono ormai stantii: un rumore di fondo che cerca disperatamente di coprire il silenzio dei fatti. Il culmine dell’ipocrisia si raggiunge quando il Sindaco elenca i “successi” dei suoi 19 mesi. Opere che, per onestà intellettuale, dovrebbe ammettere non essere farina del suo sacco, ma eredità della passata gestione. Il paradosso è servito:
Si vanta di cantieri non suoi.
Tace colpevolmente sulla perdita dei cospicui fondi economici (il caso Savorito è una ferita aperta).
Dimostra un’incapacità cronica nel gestire i finanziamenti, lasciando che milioni di euro cadano nel dimenticatoio per pura incompetenza tecnica.. Infine, la sfida lanciata a Elly Schlein e al PD suona come l’ultimo atto di un copione già visto. Si lamenta della solitudine politica e degli attacchi di chi lo ha sostenuto, dimenticando che quel “carrozzone” di liste eterogenee lo ha accettato pur di vincere, mettendo l’etica in soffitta per far spazio ai voti.
Caro Sindaco, la città non ha bisogno di martiri immaginari o di sceriffi della domenica. Castellammare ha bisogno di capacità, visione e umiltà. Tutte doti che, in questi mesi di sfacelo e sfasciume amministrativo, sono rimaste tragicamente assenti, lasciando agli stabiesi solo macerie e l’amaro in bocca per un’occasione sprecata.”
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