Cronaca
Castellammare, la vetrina e il retrobottega: il caso Piazza Fontana Grande
L’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza ha presentato il rifacimento di Piazza Fontana Grande come un simbolo della lotta al degrado e alle illegalità. Un intervento che nelle intenzioni dovrebbe restituire decoro a uno dei luoghi più riconoscibili della città.
Peccato che basti fare pochi passi oltre la piazza per accorgersi che la realtà è ben diversa dalla narrazione ufficiale.
Dietro la nuova “vetrina” urbana, infatti, si continua a convivere con problemi che da anni affliggono la zona: auto abbandonate che restano ferme per mesi, rifiuti accumulati lungo le strade e parcheggiatori abusivi che operano indisturbati. Situazioni sotto gli occhi di tutti, residenti e commercianti compresi.
Il risultato è un contrasto evidente tra la riqualificazione estetica della piazza e il degrado che persiste immediatamente alle sue spalle. Un contrasto che rischia di trasformare l’intervento in una semplice operazione d’immagine.
La riqualificazione urbana non può limitarsi a rifare pavimentazioni, aiuole o arredi. Se davvero si vuole combattere degrado e illegalità, servono controlli costanti, rimozione dei veicoli abbandonati, gestione dei rifiuti e un’azione concreta contro l’abusivismo.
Altrimenti il rischio è quello di costruire solo una scenografia: una piazza rinnovata da mostrare nelle comunicazioni istituzionali, mentre il quartiere che la circonda continua a vivere gli stessi problemi di sempre.
Castellammare non ha bisogno di operazioni di facciata. Ha bisogno di una politica urbana coerente, capace di intervenire non solo dove si vede, ma soprattutto dove i problemi restano irrisolti.

