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Castellammare, Servizi sociali e politica, il caso Di Martino-Boetheia

Il consigliere nella commissione competente e nel collegio sindacale della cooperativa che lavora per il Comune

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Ciro di martino

Un intreccio tra incarichi pubblici e ruoli professionali che solleva interrogativi sull’opportunità politico-amministrativa e sulla separazione tra controllore e controllato.

Al centro della vicenda c’è il consigliere comunale Ciro Di Martino, entrato in aula il 22 aprile dello scorso anno e componente della terza commissione consiliare Politiche sociali del Comune di Castellammare di Stabia.

Parallelamente, Di Martino ricopre l’incarico di presidente del collegio sindacale, come lui stesso comunica all’atto del suo ingresso in consiglio comunale, della cooperativa **Boetheia Società Cooperativa**, realtà che gestisce per conto dell’ente servizi sociali nel campo dell’assistenza ad anziani e disabili per affidamenti da diverse centinaia di migliaia di euro all’anno.

L’incarico nella cooperativa non sarebbe stato occultato: il consigliere lo avrebbe regolarmente dichiarato nella propria posizione patrimoniale e negli atti relativi agli incarichi ricoperti. Ma proprio la trasparenza della dichiarazione apre un interrogativo ulteriore: può ritenersi opportuno che un rappresentante istituzionale chiamato a seguire il settore delle Politiche sociali sieda contemporaneamente nell’organo di controllo della cooperativa che in quel settore opera grazie ad affidamenti comunali?

La questione non riguarda soltanto eventuali profili di incompatibilità formale — sui quali non risultano al momento contestazioni — ma investe il terreno, più ampio, dell’opportunità politica e della percezione di imparzialità dell’azione amministrativa.

Perché se da un lato la commissione consiliare non assegna direttamente gli appalti, dall’altro rappresenta comunque il luogo istituzionale in cui si discutono indirizzi, criticità e assetti del settore nel quale la cooperativa opera.

Da chiarire resta soprattutto un punto: se e in quali occasioni il consigliere abbia preso parte a sedute o approfondimenti riguardanti servizi, affidamenti o programmazione nel comparto sociale che coinvolgano direttamente o indirettamente il perimetro operativo della cooperativa.

In un settore delicato come quello dell’assistenza ai soggetti fragili, dove vengono movimentate risorse pubbliche consistenti e si incrociano interessi economici e scelte politiche, la questione rischia di alimentare il dibattito sulla tenuta delle regole di terzietà e sull’opportunità che chi esercita funzioni di indirizzo e controllo politico mantenga contemporaneamente ruoli apicali in soggetti che intrattengono rapporti economici con l’ente.

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