Discariche a Scanzano, Mario D’Apuzzo inchioda Vicinanza alle sue responsabilità

Discariche di rifiuti a Scanzano che oltraggiano l'immagine della città. E' quanto fa emergere il consigliere d'opposizione Mario D'Apuzzo che scrive al sindaco Luigi Vicinanza

"Sono settimane che segnalo, con puntualità quasi fastidiosa, accumuli indecorosi di rifiuti nel rione Scanzano. Parliamo di un’area tutt’altro che marginale: la strada su cui insistono tre strutture alberghiere che, nonostante tutto, continuano a restare aperte grazie al coraggio di imprenditori veri. E qui il punto è ancora più grave: quel coraggio nasce dal fatto che quegli imprenditori resistono nonostante sia stata sottratta l’unica vera ragione per cui quelle strutture furono realizzate, ossia le Terme di Stabia. Senza quel motore, senza quella attrattiva naturale e storica, continuano comunque a lavorare, a investire, a tenere accese luci che altri avrebbero già spento da tempo. Già prima delle festività pasquali avevo rappresentato più volte questa situazione. Non per sterile polemica, ma per evitare che Castellammare si presentasse, agli occhi dei pochi turisti rimasti, come una cartolina di degrado. Evidentemente, invano.

Lei continua a ripetere che “non è competenza del Comune”. È una tesi comoda, ma giuridicamente fragile e politicamente inaccettabile. Perché la presenza di una discarica, anche se insistente su area privata , impone un intervento immediato dell’autorità pubblica. Non è una facoltà, è un dovere. E se il privato non interviene, il Comune deve agire in danno, senza esitazioni, anche mediante ordinanza contingibile e urgente. Il resto è solo un alibi. Qui non siamo di fronte a un problema tecnico, ma a una precisa scelta: quella di voltarsi dall’altra parte. Nel frattempo, mentre tra un rito apotropaico e l’altro si cerca di esorcizzare la realtà con slogan e passerelle, la città affonda nel disordine, nell’abbandono, nella totale assenza di governo. Sindaco, provi, almeno per una volta, a scendere dal piano della narrazione e a risalire su quello delle responsabilità. Perché i cittadini stabiesi non Le hanno affidato un palcoscenico, ma una città"

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