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Funivia, un errore umano ha causato la tragedia

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Era il 17 Aprile del 2025, un giovedì santo, quando Castellammare si fermò incredula di fronte al disastro che aveva colpito la Funivia. La Panarella che in sette minuti portava dal mare a Faito. Da allora sono passati 365 lunghi giorni e non c’è stato giorno da allora che gli abitanti di Castellammare, gli operatori del Faito, gli amanti della grande montagna non abbiano rivolto gli occhi al gigante verde pensando alla “Panarella”.

Oggi in occasione del primo anniversario del tragico incidente avvenuto il 17 aprile 2025 a Castellammare di Stabia, quando la cabina n. 2 della funivia del Monte Faito precipitò causando la morte di quattro persone e il grave ferimento di una quinta, la Procura di Torre Annunziata ha fatto il punto sulla situazione delle indagini.

 

Le indagini sono iniziate subito dopo l’incidente, con sopralluoghi sia alla stazione della funivia sia nel punto in cui la cabina è precipitata. Fin da subito si sono rivelate molto complesse, soprattutto a causa della difficoltà del terreno: la cabina era rimasta bloccata su un pendio ripido, sospesa tra gli alberi, in una zona difficile da raggiungere.

Le attività investigative sono state affidate alla Polizia di Stato e alla Polizia Scientifica, con il supporto fondamentale dei Vigili del Fuoco, che hanno svolto un ruolo decisivo nelle operazioni sul campo. Anche l’Esercito ha collaborato, mettendo a disposizione spazi e strutture per custodire e analizzare i materiali recuperati.

Nel corso delle indagini sono stati nominati esperti tecnici incaricati di ricostruire la dinamica dell’incidente e individuarne le cause. Su richiesta delle difese, è stato disposto un “incidente probatorio”, cioè una perizia tecnica svolta in anticipo, che potrà poi essere utilizzata direttamente nel processo.

Questa fase è ancora in corso e ha richiesto numerose udienze. La conclusione della perizia è prevista prima dell’estate.

I numeri danno un’idea della complessità del lavoro svolto finora:
• 26 persone indagate
• 24 persone offese (tra cui il ferito e i familiari delle vittime)
• decine di avvocati e consulenti tecnici coinvolti
• un’area di circa 10 ettari da esaminare
• centinaia di sopralluoghi e interventi sul posto
• mesi di lavoro per recuperare la cabina e altri elementi fondamentali per le indagini

Le operazioni sul campo sono state particolarmente difficili: i Vigili del Fuoco hanno dovuto mettere in sicurezza la cabina per evitare ulteriori cadute, creare percorsi per raggiungere la zona, recuperare i rottami anche con l’uso di elicotteri e cercare piccoli ma importanti componenti dispersi nella vegetazione.

Parallelamente, sono stati analizzati anche i telefoni cellulari di alcune persone coinvolte, per raccogliere ulteriori elementi utili.

Le indagini tecniche non sono ancora concluse, ma quando lo saranno permetteranno di chiarire le cause dell’incidente. Inoltre, grazie all’incidente probatorio, il processo potrà essere più rapido, perché non sarà necessario ripetere da capo la perizia.

Di “errore umano” ha parlato Nunzio Fragliasso, Proocuratore Capo di Torre Annunziata “Le condizioni metereologiche non c’entrano nulla con il disastro. Alla base del crollo della funivia del Monte Faito c’è un errore umano”

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