Sport
Terremoto Juve Stabia , il silenzio dell’Amministrazione Comunale
Mentre la Juve Stabia vive una delle fasi più delicate della sua storia recente, l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia continua a distinguersi per un silenzio tanto assordante quanto inaccettabile.
Di fronte al rischio concreto che il club possa sprofondare in una crisi irreversibile, Palazzo Farnese resta immobile. Nessuna iniziativa pubblica, nessuna assunzione di responsabilità politica, nessun tentativo serio , per ora , di fare da argine a una situazione che potrebbe travolgere il patrimonio sportivo più importante della città.
E se qualcuno pensa che si tratti di allarmismo, basta guardare ai fatti.
Gli amministratori giudiziari sono arrivati al punto di chiedere pubblicamente una mano. Un gesto eccezionale, che fotografa meglio di qualsiasi dichiarazione la gravità della situazione. Se sono stati costretti a esporsi dopo il forfait della Solmate, socio della Juve Stabia, significa che il quadro economico-finanziario è ormai ai limiti dell’emergenza.
Le prossime ore saranno decisive: entro il 16 dovranno essere onorati stipendi, contributi e altri emolumenti. In caso contrario, la Lega B interverrà con penalizzazioni in classifica da scontare nella prossima stagione. Sempre che la Juve Stabia riesca ad iscriversi.
Già, perché oggi non è più esagerato dirlo: il rischio che la Juve Stabia non partecipi al prossimo campionato esiste davvero.
E allora la domanda diventa inevitabile: dove è la politica cittadina?
Dove sono il sindaco, la giunta, la maggioranza, quei rappresentanti istituzionali che in campagna elettorale non perdono occasione per legarsi ai simboli identitari della città? Possibile che davanti al rischio concreto di perdere il calcio professionistico a Castellammare nessuno senta il dovere di intervenire?
L’impressione è che la politica stabiese, ancora una volta, preferisca girarsi dall’altra parte. Preferisca tacere per non esporsi, restare neutrale per convenienza, evitare di assumersi responsabilità in una vicenda complessa e potenzialmente impopolare.
Non ha scelto invece di girarsi dall’altra parte l’Associazione StabiAmore che con il suo rappresentante storico , Gianfranco Piccirillo, ha rilanciato l’idea del l’azionariato popolare da sempre loro cavallo di battaglia. Una proposta che Piccirillo richiama sui social dopo aver chiesto l’intervento anche delle istituzioni
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