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Cronaca

Via Schito, sequestrato Cantiere navale abusivo

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cantiere abusivo

Ancora un sequestro di un cantiere abusivo in via Schito a Castelammare, nell’ambito delle attività investigative finalizzate all’accertamento e alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Sarno, pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, i militari della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia hanno proceduto al sequestro preventivo di un Cantiere Navale ubicato nel Comune di Castellammare di Stabia in via Schito, risultato totalmente abusivo.
I reati per cui si procede sono quelli di cui agli artt. 124 e 137 (scarico di acque reflue dilavamento del piazzale in assenza del titolo autorizzativo ), 279 (mancanza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera) e art. 255, c 1.1. e 256 (deposito incontrollato di rifiuti) previsti dal decreto legislativo nr. 152/2006 (TUA).
In particolare, i militari hanno accertato che nel cantiere nautico l’attività lavorativa di levigatura e verniciatura delle numerose imbarcazioni ivi presenti era regolarmente in corso all’interno di un’area parzialmente coperta da alcune tettoie con pali infissi al suolo, senza le previste autorizzazioni.
Nel corso degli accertamenti è stato, altresì, accertato che all’interno dell’area oggetto del controllo, erano stati depositati in modo incontrollato rifiuti di vario genere prodotti dall’attività di cantieristica navale.
Inoltre, si è accertato che le acque di dilavamento recapitavano al suolo e che nell’area non risultava presente alcun sistema di regimentazione della raccolta delle acque di prima pioggia.
A vendo accertato, quindi, che la predetta area veniva utilizzata in maniera abusiva dal cantiere navale, in assenza dei previsti titoli autorizzativi, i militari hanno proceduto al sequestro d’urgenza dell’area la cui estensione è complessivamente di circa 1.500 mq ..
Il sequestro si è reso necessario per evitare la protrazione dei reati nonché l’aggravamento delle conseguenze degli stessi.
Si tratta del sequestro dell’ennesimo cantiere nautico effettuato dagli Organi di polizia giudiziaria nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata relative al fiume Samo, nel contesto di un’incessante e capillare campagna di controlli lungo il tratto costiero della penisola sorrentina, allo scopo di prevenire e reprimere ogni attuale o potenziale fenomeno di inquinamento ambientale della risorsa naturale “mare”.
Il suddetto sequestro si inserisce nella più ampia attività investigativa, condotta in modo sistematico dalla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e da altre Forze di polizia, tuttora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, finalizzata ad accertare e a rimuovere le cause di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi tributari, aventi ad oggetto le aziende ubicate nel bacino idrografico di detto corso d’acqua, in attuazione del Protocollo d’intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d’inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall’ ARP AC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale, tra i quali il Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale di Napoli.

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