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Castellammare, Spiagge Libere il “Puzzle” degli affidamenti che sfidano il Codice degli Appalti

Tre determine diverse, tre affidamenti diretti, ma un unico obiettivo: la gestione della stagione balneare. Tra refusi tecnici, dubbi sulla rotazione dei fornitori e il sospetto di un frazionamento artificioso, ecco cosa non torna nelle carte del Comune

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Mentre i cittadini si preparano per la stagione balneare 2026, negli uffici comunali la gestione dei servizi per l’arenile libero (Zona B del P.A.D.) solleva più di un interrogativo di natura legale e contabile. Un’analisi approfondita delle determinazioni dirigenziali n. 811, 929 e 931 rivela un sistema di affidamenti che sembra procedere a “compartimenti stagni”, tra incongruenze procedurali e motivazioni paradossali.

Il primo nodo critico riguarda la scelta di non indire un’unica gara europea. Sommando i tre affidamenti — assistenza salvataggio (164.961 €), moduli sanitari (55.613 €) e strutture modulari (173.744 €) — la soglia dei 300.000 euro viene ampiamente superata, portando l’appalto complessivo sopra la soglia comunitaria.
L’Amministrazione ha invece optato per tre affidamenti diretti distinti, giustificando la mancata suddivisione in lotti ufficiali con la necessità di evitare una “dilatazione dei tempi”. Tuttavia, il documento evidenzia un paradosso burocratico: l’ufficio ha effettivamente scomposto il servizio, moltiplicando CIG, contratti e procedure, ottenendo l’esatto opposto della semplificazione dichiarata.

Il D.Lgs 36/2023 impone il “principio di rotazione” per evitare che le stesse ditte monopolizzino i servizi pubblici. Ma l’applicazione di questa norma appare intermittente:
“Grigoservice SP S.r.l”. (Det. 931): Il RUP attesta il rispetto della rotazione.
“Sebach S.p.a. e Consorzio Compagnia del Mare (Det. 929 e 811)”: Manca ogni riferimento esplicito al principio o alle ragioni della sua eventuale deroga.
Perché questa disparità di trattamento? Senza una chiara motivazione, gli atti potrebbero risultare viziati da illegittimità, specialmente se i soggetti fossero già stati contraenti dell’Ente nel triennio precedente.

Desta perplessità anche la scelta degli operatori. Per il Consorzio Compagnia del Mare e per Sebach S.p.a., la richiesta di offerta è stata inviata a un unico operatore. In particolare, nel caso di Sebach, l’azienda ha presentato un’offerta con 0% di ribasso rispetto alla base d’asta. Nonostante l’assenza di risparmio per l’Ente, l’Amministrazione ha liquidato il prezzo come “congruo” senza allegare indagini di mercato comparative.

Le carte rivelano anche una certa sciatteria tecnica. Nella determina 811, il servizio di salvataggio viene erroneamente definito come un “appalto di lavori”, un errore di qualificazione merceologica che potrebbe portare all’applicazione di norme totalmente errate.
Sul fronte della legalità, le verifiche antimafia per il Consorzio Compagnia del Mare risultavano ancora “in istruttoria” al momento dell’affidamento. Sebbene il Codice consenta affidamenti sotto condizione in casi eccezionali, nel documento non emergerebbe una dichiarazione formale di urgenza che giustifichi tale fretta.

Il nodo contabile: l’uso dell’avanzo di amministrazione
Infine, c’è la questione economica. Per pagare bagnini e bagni chimici (servizi ordinari e prevedibili), il Comune ha attinto all’avanzo libero. Una manovra che potrebbe confliggere con le norme di contabilità armonizzata, le quali suggeriscono l’uso di tali fondi per investimenti straordinari e non per spese correnti ripetitive.
L’Amministrazione dovrà ora chiarire se questa gestione “frammentata” sia stata un’effettiva necessità operativa o una strategia per eludere procedure di gara più rigorose e competitive.

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