Non è affatto il giorno della svolta, per il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso.
Attacca in maniera diretta, nel corso della cerimonia per la demolizione di Palazzo Fienga, roccaforte per anni della camorra e del clan Gionta. E dice: "Ci sono ancora troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe ombre e troppe illegalità nel seno della stessa amministrazione comunale".
"Ci vogliono meno cerimonie, meno dichiarazioni di principio e più azioni concrete che siano coerenti con le dichiarazioni programmatiche - ha sottolineato - solo così si potrà cogliere la cifra dell'effettivo cambiamento, solo allora potremo dire di aver voltato pagina".
GIORGIA MELONI
''L’avvio dei lavori di demolizione di Palazzo Fienga a Torre Annunziata, per decenni la “roccaforte” logistica del clan camorristico Gionta, lancia un messaggio chiaro: i simboli del potere criminale possono e devono essere abbattuti. E, al loro posto, devono nascere luoghi di vita, comunità e legalità. Come accadrà anche in questo caso: dove c’era un luogo di illegalità, sopruso e violenza criminale sorgerà uno spazio pubblico per i cittadini. È questa la risposta dello Stato ad ogni mafia''. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
MATTEO SALVINI
"Finché abbattiamo ville confiscate ai mafiosi facciamo il nostro lavoro". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, intervenuto oggi a Torre Annunziata per l'avvio della demolizione di Palazzo Fienga, per decenni roccaforte del clan Gionta, per poi fare tappa anche a Castellammare di Stabia alla Capitaneria di Porto.
"Sul tema della lotta alle mafie - ha detto Salvini - si vince solo se c'è unità politica e non divisione. Oggi è un passo importante che arriva dopo 11 anni, ma c'è riflessione da fare sui tempi, visto che la ruspa arriva solo nel 2026, semplicemente bisogna accelerare. Questo non è un bene né protetto né da proteggere. Sarebbe bello avere edifici, forze dell'ordine, non solo parchi e alberi. La lotta a mafia, camorra e ndrangheta non si fa solo con convegni e parole, ma con i fatti. La camorra si combatte con infrastrutture, non con le parole. In Campania ci sono 26 miliardi di cantieri, la camorra si contrasta con soldi, fatti, ferrovie, case. Con un piano casa che entro un anno recupererà 60mila case popolari anche in Campania che saranno risistemate e assegnate alle famiglie". Infine, il ministro ha fatto "un appello a tutti i partiti: per la lotta alle mafie uniamoci. Lasciamo la polemica fuori dai palazzi. Dividiamoci su altro, ma quando dobbiamo inseguire, perseguire e perseguitare questi maledetti, stiamo insieme".