Attualità
“A Castellammare un Centro Studi Dinamico”: l’idea dello studioso Angelo Acampora
Un centro Studi incentasto su Castellammare di Stabia. È questa l’idea di Angelo Acampora, studioso stabiese che ogni giorno pubblica sul suo profilo facebook aneddoti e pezzi di storia della città delle Acque.
《Sono vicino al traguardo di alcuni “anta”. Non desidero regali per me, ma per la mia città. Mi frulla l’idea di fondare un centro dinamico che produca studi di storia, arte, cultura e tradizioni di Castellammare di Stabia.
Intanto ho già raccolto alcune adesioni con riserva, perché non so se ci riuscirò, ma vale la pena tentare, dal momento che i restanti “anta” non ne sono rimasti molti.
Immagino un sodalizio che deve produrre un bollettino periodico stampato. Niente pagine virtuali, ma identificate su carta, come nella più pura tradizione storiografica e filologica.
Vorrei coinvolgere anche giovani universitari e dilettanti, appassionati della materia. Li invito a presentare un cenno di adesione, scrivendomi su messanger. Avrò piacere di accoglierli nella squadra, se dimostrano le attitudini necessarie.
Nel frattempo provvedo al mio “dovere” quotidiano. La storia che riguarda l’approvvigionamento dell’acqua potabile nella reggia di Quisisana si è verificata in due periodi distinti e separati da secoli. Fortunatamente la ricaviamo dai documenti conservati nell’Archivio di Stato di Napoli.
Roberto d’Angiò, alla morte del padre Carlo I, riprese nel 1311 la ristrutturazione e l’ampliamento del palazzo reale. I lavori durarono 15 anni. Al termine dei quali diede ordine ai tecnici VENUTO de RANFONE e PIETRO de ADEMARIO di trovare le fonti necessarie alla bisogna.
Dopo quasi 4 secoli quelle acque dovettero mancare, per cui il re Ferdinando IV di Borbone (seconda metà del ‘700) fece captare sorgenti dai monti di Scala, precisamente dalle vette ACQUA FREDDA e SAN GIULIANO. Una parte delle quali vennero destinate al Cantiere e al molo.
Stabia unica🌶️》

