Attualità
Castellammare ostaggio di fuochi d’artificio non autorizzati e rumore
A Castellammare di Stabia il rumore e i fuochi d’artificio non autorizzati sono la colonna sonora dell’estate. Fuochi d’artificio sparati a ogni ora della sera per comunioni, matrimoni e feste private, piazze trasformate in discoteche a cielo aperto con musica ad altissimo volume, schiamazzi fino a notte fonda e scarico merci durante la notte, spesso nel totale disprezzo del diritto al riposo dei residenti. Piazza Spartaco, piazza Monumento, piazza Matteotti solo per citarne qualcuna.
Lo scorso anno, nel mese di agosto, il Comune emanò un’ordinanza che vietava l’utilizzo dei fuochi d’artificio per tutelare la sicurezza e la quiete pubblica. Una scelta apprezzata da molti cittadini, che dimostrava la consapevolezza del problema. Oggi, però, quella decisione sembra appartenere al passato. I fuochi sono tornati a scandire i fine settimana e non solo, con esplosioni che accompagnano qualsiasi ricorrenza, spesso fino a tarda sera.
Non è una battaglia contro le feste. Nessuno vuole impedire a una famiglia di celebrare una comunione o un matrimonio.
Il problema riguarda anche l’assenza di controlli. Se le regole esistono, devono essere fatte rispettare. Altrimenti diventano un esercizio di stile. I residenti raccontano di notti insonni, bambini svegliati dalle esplosioni, anziani esasperati, animali domestici terrorizzati dal fragore dei botti. A tutto questo si aggiungono le attività di scarico merci in piena notte e piazze dove la musica continua fino a orari incompatibili con il diritto al riposo.
Una città civile non si misura dalla quantità di eventi organizzati, ma dalla capacità di garantire il rispetto reciproco. Il diritto al divertimento non può cancellare quello alla salute, al sonno e alla tranquillità.
È arrivato il momento che l’amministrazione comunale e gli organi di controllo diano risposte concrete. Non bastano ordinanze destinate a rimanere lettera morta. Servono verifiche, interventi e sanzioni quando le norme vengono violate.
Castellammare di Stabia merita di essere una città viva, ma anche una città dove chi torna a casa la sera possa chiudere le finestre e trovare finalmente silenzio. Perché il rispetto della quiete pubblica non è un favore concesso ai cittadini: è un diritto che le istituzioni hanno il dovere di garantire.

