Politica
Vicinanza commissario di se stesso. Città ingessata da mesi
Il commissario Vicinanza. Non è il titolo di un giallo in salsa stabiese, anche se calzerebbe a pennello a giudicare dalle cronache politiche degli ultimi anni. A Castellammare di Stabia c’è un’amministrazione, in attesa del verdetto sullo scioglimento per infiltrazioni mafiose, che in realtà sembra già commissariata.
Si attende l’esito nefasto come l’orchestrina del Titanic che continua a suonare mentre la nave affonda.
Non un provvedimento si sostanza negli ultimi mesi. La giunta di Vicinanza si riunisce ormai solo per i patrocini morali ad associazioni o Enti del terzo settore, oppure approva delibere per progetti già confezionati. Un’ordinaria amministrazione, facendo passare l’ordinario per straordinario. Servizi minimi già previsti dai vari affidamenti fatti passare per grandi opere di risanamento.
La verità è una: la città è ferma. Le grandi questioni giacciono nei cassetti, anche la questione urbanistica viene bypassata clamorosamente. Nel momento in cui la città vive un momento di stallo, sarebbe il caso di ripescare il Puc e dare nuove opportunità. Le scelte degli ultimi venti anni della sinistra stabiese hanno ingessato la città, ora Castellammare ne paga il conto.
Il risultato è una crisi abitativa senza precedenti. I prezzi delle case sono alle stelle, chi ha comprato in passato ora si ritrova con un valore quasi raddoppiato degli immobili. E le giovani famiglie fanno fatica a trovare nuove soluzioni, cercando nelle città limitrofe riparo lasciando la propria città di origine.
Per non parlare del futuro della collina del Solaro. Lì doveva sorgere, giusto o sbagliato che sia, il nuovo ospedale. Tutto fermo e l’amministrazione non ne chiede conto alla Regione.
Il tram Gragnano-Castellammare si è arenato, vogliono sostituirlo con i filobus in salsa moderna. Da Palazzo Farnese nessuno batte un colpo, in trincea ci sono solo le associazioni.
Ci si pavoneggia del mare restituito, si ma dalla Regione. Ci ha messo ben poco del suo Gigi Vicinanza, al netto di un tuffo dimostrativo nelle acque stabiesi e qualche centinaio di migliaia di euro investisti per i servizi minimi per i bagnanti.
Roba di ordinaria amministrazione. Roba da commissario.

