Cronaca
Castellammare, Le ombre della camorra tra gli scrutinatori al referendum
Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Castellammare di Stabia fonda le sue radici su diversi episodi inquietanti, ma uno dei passaggi più critici evidenziati dalla relazione della Commissione d’Accesso riguarda la gestione delle elezioni referendarie del 2025. Sotto la lente d’ingrandimento della Prefettura è finita la procedura di nomina degli scrutatori, un passaggio che avrebbe permesso a soggetti vicini ai clan locali di infiltrarsi all’interno dei seggi elettorali. In occasione dei referendum del 2025, l’amministrazione stabiese optò per un controverso sistema misto: una parte degli addetti ai seggi venne sorteggiata, mentre decine di nomine furono effettuate tramite designazione politica diretta. Ed è proprio incrociando i profili di queste ultime nomine che gli ispettori ministeriali hanno scoperchiato un vaso di Pandora.
L’analisi condotta dalle autorità sugli scrutatori nominati “a tavolino” ha fatto emergere pesanti
controindicazioni antimafia. Molti dei soggetti scelti per vigilare sulle urne, infatti, presentavano profili del tutto incompatibili con il ruolo di garanzia democratica richiesto. Tra quegli scrutatori vi erano persone con parentele dirette con la criminalità organizzata. Molti scrutatori annoveravano controlli sul territorio da parte delle Forze dell’Ordine in compagnia di soggetti pluripregiudicati, in alcuni casi legati a reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso o narcotraffico. Nell’elenco figuravano persone con condanne per reati specifici (come il gioco d’azzardo clandestino) e persino soggetti precedentemente denunciati per aver violato la segretezza del voto durante passate elezioni. A completare un quadro già compromesso, è emersa la presenza di congiunti di primo grado di esponenti politici e consiglieri comunali all’epoca in carica. Un metodo di selezione così opaco sollevo’ polemiche. Diversi esponenti dell’opposizione politica si erano battuti strenuamente per richiedere che l’intera rosa degli scrutatori venisse decisa esclusivamente tramite un sorteggio pubblico e trasparente, scontrandosi però con le scelte della maggioranza. Ad onor del vero, anche alcuni membri della maggioranza a sostegno di Vicinanza, all’epoca dei fatti, si espressero contro la nomina ma a pieno favore del sorteggio. Le anomalie nella composizione dei seggi non sono rimaste un caso isolato. L’episodio ha generato un dettagliato esposto inviato ai massimi livelli istituzionali, dal Ministro dell’Interno alla Commissione Parlamentare Antimafia.
Questa gestione dei seggi elettorali è diventata così uno dei pilastri fondamentali della relazione prefettizia che ha poi certificato il condizionamento della criminalità organizzata sulla macchina amministrativa, portando al drastico ma necessario provvedimento di scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia per infiltrazioni camorristiche. Un monito severo sull’importanza di blindare i processi democratici dalle ingerenze dei clan.

