Luigi Vicinanza il sindaco di Castellammare non è stato il vero argine alla camorra come professava di porsi in campagna elettorale. Questa volta non lo accusa il dissidente di turno, ma la Commissione d'Accesso che ha indagato su politica e macchina comunale per tre mesi su disposizione del Prefetto di Napoli Michele Di Bari. Dalle circa 400 pagine della relazione inviata al Ministero che avrebbe decretato poi lo scioglimento per infiltrrazioni camorristiche verrebbe fuori un quadro disarmante guardando la compagine politica che governa Castellammare. I Commissari hanno evidenziato come nel tempo non ci sia mai stata un vero e proprio cambio di passo, anzi. Infatti, i tre ispettori inviati dalla Prefettura, hanno preso in esame ogni cosa, a partire dagli slogan di campagna elettorale. E cio’ che emerge, a quanto scrivono gli 007, è che l'unico ad aver cercato chiarezza e modi di arginare la camorra pare sia stato il candidato del centro destra, Mario D'APuzzo. Infatti, su D'Apuzzo, i commissari notano che ha inviato a tutti gli enti preposti, dal Tribunale al Ministero dell'Interno, le liste di appoggio proprio per farle verificare, cosa professata ma poi non messa in pratica da Vicinanza. "Sarò il sindaco di tutti ma non dei camorristi" diceva l'ex sindaco Vicinanza, ma così non è stato. Teorema sconfessato poi dal lavoro degli 007 che hanno dimostrato poi l'esatto contrario. Cominciano a delinearsi quindi i reali motivi dello scioglimento. Dal consigliere comunale con patente sospesa per guida sotto effetto di alcol al consigliere che da ragazzino raccoglieva legna senza permesso. Tutto è stato scovato, nulla lasciato al caso. Perchè la svolta stavolta, è necessaria.