Cronaca
Fincantieri, i sindacati “ Non firmeremo accordi senza garanzie sull’occupazione”
La RSU all’azienda: “Innovazione sì, ma prima servono investimenti e futuro per il cantiere”
È rottura sul protocollo per l’introduzione sperimentale delle nuove tecnologie al cantiere Fincantieri di Castellammare di Stabia. La RSU di sito composta da Fim, Fiom e Uilm ha deciso di non sottoscrivere l’accordo, aprendo un nuovo fronte di confronto con l’azienda e chiedendo risposte concrete sul futuro dello stabilimento.
Una scelta che i rappresentanti dei lavoratori definiscono “responsabile” e maturata, spiegano, non per un’opposizione all’innovazione tecnologica, ma per la mancanza di un quadro industriale ritenuto chiaro e condiviso.
Al centro della contestazione c’è il timore che l’introduzione di nuovi sistemi tecnologici possa avvenire senza un preventivo confronto con le organizzazioni sindacali. Secondo la RSU, il protocollo non prevede infatti il principio dell’introduzione delle innovazioni “previo accordo”, lasciando all’azienda la possibilità di intervenire unilateralmente sull’organizzazione del lavoro e sui processi produttivi.
“L’innovazione non può prescindere dalla partecipazione dei lavoratori”, è il messaggio che arriva dalla rappresentanza sindacale, che torna a porre l’attenzione sulla situazione industriale del cantiere stabiese.
Da anni, secondo Fim-Fiom-Uilm, Castellammare soffre per la carenza di un adeguato carico di lavoro e per la necessità di investimenti strutturali capaci di colmare un divario infrastrutturale che, viene sottolineato, affonda le radici negli anni Settanta.
A far discutere anche le recenti notizie relative a un investimento da 600 milioni di euro destinato ad acquisizioni da parte del gruppo. Per la RSU si tratta di una scelta che rende ancora più urgente chiarire quale sarà il ruolo del cantiere di Castellammare nei programmi industriali futuri.
“Se ci sono risorse per la crescita esterna – sostiene il sindacato – devono esserci anche per modernizzare uno stabilimento strategico e valorizzare le competenze presenti”.
Sul tavolo anche il tema delle commesse militari annunciate. I lavoratori chiedono che alle dichiarazioni seguano fatti concreti, con l’assegnazione di carichi di lavoro compatibili con le capacità produttive del sito.
La RSU indica inoltre la possibilità di destinare a Castellammare alcune navi già presenti nel portafoglio ordini del gruppo e considerate compatibili, per caratteristiche e dimensioni, con lo stabilimento stabiese, che in passato ha già realizzato unità analoghe.
“Le maestranze hanno dimostrato negli anni affidabilità e professionalità, nonostante le difficoltà strutturali”, affermano i rappresentanti sindacali, chiedendo all’azienda un segnale concreto di fiducia verso il cantiere e verso i suoi lavoratori.
La posizione della RSU di Castellammare si discosta da quella espressa nel documento unitario nazionale. Per questo motivo Fim-Fiom-Uilm di sito ha chiesto un incontro urgente con le rispettive segreterie territoriali.
La linea resta però chiara: “L’innovazione è necessaria, ma non può esserci firma senza risposte sul futuro del cantiere”.

