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Cronaca

Terme, l’allarme dell’Associazione Parco delle Acque:”No al parcheggio nell’area delle sorgenti”

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Terme

Il progetto di ristrutturazione e rilancio delle Antiche Terme torna al centro del dibattito cittadino. A sollevare nuove perplessità è l’Associazione Parco delle Acque di Stabia.

A preoccupare l’associazione è, in particolare, la previsione di un parcheggio all’interno dell’area termale, nell’ambito dell’appalto da oltre 12 milioni di euro. Una scelta che, secondo l’associazione, rischierebbe di compromettere la tutela delle sorgenti.

«Apprendiamo dai giornali alcuni aspetti preoccupanti del progetto – sottolineano dall’Associazione Parco delle Acque – che, contrariamente al principio costituzionale della sussidiarietà, è completamente sconosciuto alla cittadinanza stabiese».

Il nodo principale è dunque la localizzazione del parcheggio. L’associazione, richiamando anche il parere di idrogeologi, ritiene «assolutamente pericoloso e inopportuno» realizzarlo a ridosso delle Terme Antiche. Il timore riguarda soprattutto il possibile impatto degli idrocarburi e dei gas prodotti dalle automobili sulla falda e sulle sorgenti termali.

Per l’associazione, quell’area dovrebbe invece essere destinata ai servizi direttamente collegati alla fruizione delle acque. Una posizione che viene collegata anche alle previsioni dell’amministrazione comunale, secondo cui nell’area dovrebbero trovare spazio reparti termali già esistenti in passato, oltre a nuove piscine, attraverso un ulteriore ampliamento dell’intervento per circa 5 milioni di euro.

Da qui la proposta di individuare il parcheggio a una distanza maggiore dalle sorgenti, «oltre i 200 metri», quindi al di fuori della fascia di rispetto prevista dalla normativa locale. L’associazione indica anche una possibile alternativa nelle aree a monte dell’ex stabilimento delle Nuove Terme, da collegare alle Antiche Terme attraverso percorsi pedonali, autobus, navette e taxi.

Ma c’è anche un’altra soluzione indicata come strategica: l’ascensore inclinato previsto dal progetto EAV dalla stazione Castellammare Centro, che potrebbe consentire di raggiungere l’area termale senza ricorrere a un massiccio utilizzo delle automobili.

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L’associazione annuncia inoltre una linea molto dura qualora il progetto del parcheggio dovesse concretizzarsi: «Se si dovesse procedere con l’allestimento di un cantiere per la realizzazione definitiva di un parcheggio, oltretutto con soldi pubblici e costituente per di più una duplicazione di spesa per interventi diversi e già previsti, saremo costretti a denunciare i responsabili all’autorità giudiziaria».

Nel documento viene rilanciato anche il tema della mobilità pubblica. Per l’Associazione Parco delle Acque è indispensabile riaprire la fermata ferroviaria Terme della linea EAV, considerata strategica non soltanto in prospettiva turistica, ma anche per i lavoratori delle realtà produttive della zona, come Fincantieri e la Corderia della Marina Militare, e per i bagnanti diretti verso i lidi durante la stagione estiva.

La riapertura della fermata, secondo l’associazione, diventerebbe ancora più importante con il rilancio del termalismo e in considerazione della necessità di favorire forme di mobilità a minore impatto ambientale.

L’Associazione Parco delle Acque torna quindi a rivolgersi alla città, chiedendo agli stabiesi di mobilitarsi per difendere quello che considera uno dei patrimoni ambientali e identitari più importanti di Castellammare.

Al centro della questione ci sono le sorgenti termali e quei circa 24 milioni di litri d’acqua che, secondo l’associazione, potrebbero essere nuovamente utilizzati per attività termali e di benessere e che oggi, invece, finiscono inutilizzati in mare.

L’obiettivo dichiarato resta quello di restituire il termalismo alla città attraverso la riapertura delle Terme e una gestione pubblico-privata delle strutture restaurate.

«Ci rivolgiamo ai Commissari Prefettizi, ai deputati e ai senatori espressi dal comprensorio – conclude l’associazione – perché si attivino concretamente per il recupero della fruizione del prezioso tesoro delle acque stabiane».

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