Appalto rifiuti unico, partiti in pressing sui commissari. Ipotesi affidamento a Primavera
Rivoluzione del servizio rifiuti. L’appalto unico Torre Annunziata-Castellammare continua a far discutere. E mentre l’iter prosegue, tra le richieste di chiarimento dei sindacati, entra in campo la politica.
Sul fronte torrese non ci sono state ancora reazioni, a Castellammare invece i partiti iniziano a lanciare segnali.
E’ notizie delle ultime ore l’incontro che PD e Movimento 5 Stelle hanno avuto con i commissari straordinari di Palazzo Farnese. Il tema era proprio il futuro del servizio rifiuti, alla luce del nuovo piano industriale messo in piedi dall’Ato Napoli 3.
I commissari avrebbero confermato che dopo la scadenza dell’attuale affidamento, sarà l’Ato a bandire la gara. Il Comune di Castellammare di Stabia sarà quindi un mero spettatore. E non è ancora chiaro se l’Ente avrà un ruolo nel controllo del servizio futuro.
Nel frattempo l’ipotesi circolata ad inizio consiliatura targata Vicinanza, sembra trovare nuove conferme. Il servizio dal 2028 potrebbe essere gestito in house da Primavera, la società partecipata del Comune di Torre Annunziata. Castellammare potrebbe entrare come socio in Primavera, che poi gestirebbe in un unico appalto i servizi nelle due città. Un’idea che potrebbe anche avere aspetti positivi, ma alcuni numeri non tornano secondo le sigle sindacali.
Preoccupazioni arrivano anche da Base Popolare, movimento politico che fa riferimento all’ex sindaco Salvatore Vozza, che ha dato alle stampe un documento-appello ai commissari straordinari di Castellammare: “Il piano predisposto dall’Ente d’Ambito (EDA), soggetto gestore dell’Ambito Territoriale Ottimale Napoli 3 (ATO NA 3), presenta infatti aspetti e modalità di gestione che, a nostro avviso, devono essere approfonditi. E soprattutto devono essere discussi con la città prima che vengano assunte decisioni destinate a incidere sul servizio per i prossimi otto anni.
Non aver aperto questo confronto in passato è stato un errore che Castellammare rischia oggi di pagare a caro prezzo con la possibilità di ritrovarsi davanti a nuovi e ancora più gravi disservizi.
La legge regionale n. 16 del 2016, con le successive modifiche, ha ridisegnato l'organizzazione della gestione dei rifiuti in Campania, introducendo diverse possibilità e lasciando spazio anche a modelli di gestione pubblica. A dieci anni dalla sua approvazione è quindi necessario fare un bilancio, evidenziando i ritardi e le lentezze con cui la Regione ha proceduto, le resistenze che ne hanno rallentato l'attuazione e, soprattutto, il modo in cui questa nuova organizzazione è stata utilizzata anche dalla nostra città.
Castellammare non può limitarsi a subire decisioni assunte altrove.
Dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, la massima trasparenza nelle scelte, la partecipazione e il controllo democratico diventano ancora più importanti. Non è accettabile che una decisione destinata a determinare per otto anni il futuro della gestione dei rifiuti venga percepita come un appalto calato dall’alto, senza un adeguato confronto.
Ci sono ancora i tempi per intervenire, considerato che l’attuale contratto per la gestione dei rifiuti scadrà nel 2028.
Chiediamo quindi alla Commissione straordinaria di riaprire immediatamente la discussione e di promuovere un confronto serio e trasparente sul futuro del servizio. Così come già è emerso dai comunicati dei sindacati e dall’opportuna iniziativa di alcune forze politiche.
Occorre, innanzitutto, fare chiarezza sul percorso che ha portato alla definizione del SAD e sulle scelte che si intendono assumere. Serve inoltre comprendere, anche attraverso un confronto diretto con l’ATO NA 3 e l’EDA Napoli 3, come si stanno organizzando, quali competenze e quali professionalità stanno acquisendo e con quali modalità stanno procedendo.
È necessario sapere anche se il piano che dovrebbe costituire la base della futura gara sia stato affidato a soggetti esterni, a chi sia stato affidato e quanto sia costata la sua elaborazione.
Su una questione che vale circa 131 milioni di euro e che riguarda un servizio essenziale per i cittadini, non possono esserci zone d’ombra. Castellammare ha bisogno di un servizio efficiente, moderno, controllabile e adeguato alle esigenze della città”.