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Castellammare, la sequenza degli orrori nella cantina di via De Gasperi

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Via de Gasperi

La cantina, le minacce e quelle ore di terrore vissute dalla giovane ragazza in via De Gasperi lasciano inorriditi.

Un primo appuntamento con un ragazzo conosciuto sui social che si trasforma in un incubo. Una cantina buia e isolata, una porta bloccata, minacce, violenze e la ragazza che per ore cerca soltanto un modo per tornare a casa. È una ricostruzione drammatica quella contenuta nell’ordinanza con cui il Gip del Tribunale di Torre Annunziata, Mariaconcetta Criscuolo, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Romolo Russo, 26 anni, indagato per violenza sessuale aggravata, lesioni personali e sequestro di persona.

La ragazza classe 2004, aveva accettato di incontrare Russo, conosciuto poche settimane prima sui social network. Quello che avrebbe dovuto essere un semplice primo appuntamento sarebbe invece finito in una cantina nella disponibilità dell’uomo, nei pressi della sua abitazione.

Ed è proprio lì, secondo l’accusa, che sarebbe cominciato l’orrore.

La ragazza sarebbe stata portata in un luogo buio e isolato, dove Russo le avrebbe rivolto una minaccia terribile: «Tu non vedi dove stai? Questo non è un posto dove portare le ragazze, io stasera ti uccido!». Subito dopo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori sarebbero iniziate le violenze.

La giovane sarebbe stata spogliata con la forza, palpeggiata e poi spinta prima in ginocchio e successivamente a terra. L’uomo, secondo la contestazione, si sarebbe messo sopra di lei, schiaffeggiandola ripetutamente e stringendole le mani al collo. Nonostante la ragazza cercasse di opporsi e urlasse di fermarsi, le violenze sessuali sarebbero proseguite.

Nella denuncia, la vittima avrebbe raccontato di aver ripetuto più volte di non voler fare quelle cose, chiedendo all’uomo di spostarsi perché le stava facendo male e le veniva da vomitare. Un «no» che, secondo la ricostruzione accusatoria, non sarebbe stato ascoltato.

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Ma la sequenza raccontata è ancora più agghiacciante. Dopo una breve pausa, l’uomo avrebbe nuovamente aggredito la ragazza, afferrandole la testa e costringendola a compiere ulteriori atti sessuali. In un altro momento, secondo l’accusa, si sarebbe messo nuovamente a cavalcioni sopra di lei, utilizzando anche delle travi di legno per bloccarla e impedirle di muoversi. La ragazza sarebbe stata quindi colpita con calci alle braccia e alle gambe mentre era ancora a terra.

Le violenze sarebbero poi proseguite nonostante i ripetuti tentativi della giovane di respingere l’uomo con le mani.

Sul corpo della ragazza sarebbero rimasti i segni di quella notte. Il referto medico parla di multiple contusioni, cervicalgia e di uno stato d’ansia reattiva conseguente all’aggressione.

I minuti successivi alla violenza sono tra i passaggi più inquietanti .

Secondo quanto raccontato dalla vittima, Russo le avrebbe detto che tutto quello che era successo doveva restare tra loro e che non avrebbe dovuto raccontare nulla a nessuno. Le avrebbe poi parlato della morte del fratello in un incidente stradale e mostrato i suoi tatuaggi.

La ragazza, ancora terrorizzata e non sicura di essere finalmente al sicuro, avrebbe continuato a ribadire di non aver voluto fare quelle cose.

Solo quando l’uomo avrebbe deciso che era arrivato il momento di andare, avrebbe spostato il termosifone permettendole di uscire. Prima, però, secondo la denuncia, le avrebbe fatto giurare di non raccontare a nessuno quanto era accaduto. Avrebbe anche chiesto di poterla abbracciare. Lei non avrebbe risposto e non si sarebbe mossa, ma l’uomo l’avrebbe comunque abbracciata prima di lasciarla uscire.

E proprio per tenere alta l’attenzione sulla violenza contro le donne e manifestare solidarietà alla giovane, il Cif ha organizzato per venerdì una manifestazione. Un’iniziativa che vuole essere anche un momento di vicinanza alla vittima e di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza e sopraffazione.

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