Politica
Castellammare, il piano del centrodestra per rilanciare l’Ager Stabianus
Il progetto di collaborazione nell’Ager Stabianus va giudicato dalla capacità di costruire scelte condivise. Per il centrodestra stabiese, richiamare un’identità comune senza riconoscere a Castellammare di Stabia un ruolo effettivo nelle decisioni significa tradire il senso di quel percorso.
Occorre partire da una ricostruzione precisa. Il 14 maggio 2025, alla Reggia di Quisisana, è stata sottoscritta una dichiarazione d’intenti tra il Parco Archeologico di Pompei, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, l’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari e otto Comuni: Castellammare di Stabia, Gragnano, Santa Maria la Carità, Sant’Antonio Abate, Casola di Napoli, Pimonte, Lettere e Agerola. Castellammare partecipava con l’amministrazione allora guidata da Luigi Vicinanza. Si trattava di una collaborazione istituzionale per la valorizzazione culturale del territorio, non della costituzione di un nuovo ente sovracomunale.
A questo percorso si è affiancata, nel marzo 2026, l’iniziativa per costituire una Destination Management Organization (DMO), destinata a coordinare l’offerta turistica. L’annuncio del 23 marzo riguardava il comitato promotore e la candidatura al riconoscimento regionale, con Castellammare e altri sei Comuni: Gragnano, Sant’Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Lettere, Pimonte e Casola. L’accordo culturale del 2025 e il percorso turistico del 2026 vanno quindi distinti, anche per la diversa composizione.
L’Ager Stabianus richiama il territorio dell’antica Stabiae e un patrimonio storico condiviso. Per noi questa radice rende indispensabile la centralità di Castellammare nel progetto, nel pieno rispetto dell’identità degli altri Comuni. Un ruolo da costruire attraverso regole chiare e responsabilità condivise, senza ridurre la città a una cornice per la promozione del territorio.
La valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche locali è un’opportunità per tutti. Diventa però politicamente contraddittorio richiamarsi a un’identità comune nelle occasioni promozionali e procedere separatamente sulle questioni che incidono sulla vita dell’intero comprensorio. Ogni Comune è libero di costruire le proprie alleanze; chi sceglie un progetto unitario deve anche dimostrarne la coerenza nelle decisioni.
Il 2 ottobre 2026 si è tenuta a Casola di Napoli una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto di Napoli. Nel resoconto dell’ANSA figurano i sindaci di Casola, Gragnano, Lettere, Sant’Antonio Abate, Pimonte, Santa Maria la Carità e Agerola; Castellammare non compare nell’elenco. Il resoconto non chiarisce le ragioni di questa mancata presenza, né consente di attribuirla a una scelta degli altri sindaci. Resta tuttavia una questione politica: sicurezza e prevenzione della criminalità richiedono un confronto che comprenda stabilmente anche Castellammare.
Lo stesso criterio deve valere per la sanità. Ogni proposta di potenziamento dell’assistenza a Gragnano e nei Monti Lattari deve inserirsi in una programmazione coordinata, senza tradursi in un’alternativa penalizzante per il nuovo ospedale di Castellammare, che diventerebbe un’opera strategica per l’intero territorio e per tutti i cittadini che vi abitano, indipendentemente dal Comune di residenza.
La Regione ha comunicato la pubblicazione della gara di progettazione il 27 marzo 2024. Per l’acquisizione dell’area delle ex Terme, l’allora presidente Vincenzo De Luca ha indicato un importo di 18 milioni di euro. Il 22 giugno 2026, una nota regionale ripresa dall’ANSA ha annunciato la ripresa delle demolizioni e indicato nel 2027 l’avvio delle procedure di appalto per il nuovo ospedale. Chiediamo che questi impegni siano accompagnati da un cronoprogramma pubblico e da aggiornamenti verificabili: le demolizioni devono essere seguite dalla concreta realizzazione dell’opera.
Resta fermo il nostro giudizio politico sulle responsabilità della sinistra nella vicenda delle Terme e sulle scelte che hanno segnato il destino di quel patrimonio. La realizzazione dell’ospedale deve accompagnarsi alla tutela delle sorgenti e alla valorizzazione dell’identità termale della città. Vigileremo sul rispetto dei tempi e su ogni decisione che possa compromettere questi obiettivi.
Non chiediamo ai cittadini dei Comuni vicini di rinunciare alla propria identità. Chiediamo reciprocità: la collaborazione richiede continuità anche quando si devono assumere decisioni difficili, oltre le fotografie al Museo Libero D’Orsi, in Villa Comunale o nei porti della città.
Per queste ragioni, il centrodestra stabiese ritiene necessario rivedere l’impostazione del percorso della DMO, chiarendo rappresentanza, responsabilità e benefici per ciascuna comunità. Senza un ruolo effettivo di Castellammare e una reale condivisione delle scelte, viene meno la credibilità politica della collaborazione proposta nel nome dell’Ager Stabianus.
Rivolgiamo pertanto un appello alla Commissione straordinaria insediata alla guida del Comune affinché rappresenti con autorevolezza Castellammare di Stabia in tutte le sedi istituzionali, tutelandone gli interessi e valorizzandone il patrimonio e le grandi potenzialità. Anche durante la gestione commissariale, la città deve vedere pienamente riconosciute la propria dignità e la propria centralità nelle scelte che riguardano il territorio.
Per la sua storia, la sua cultura e la sua consistenza demografica, Castellammare deve assumere un ruolo di capofila nel rapporto con i Comuni dei Monti Lattari, promuovendo una collaborazione fondata sul rispetto reciproco e su obiettivi condivisi. Ai commissari chiediamo di sostenere questa prospettiva con determinazione, perché la città possa esprimere pienamente le proprie potenzialità e contribuire da protagonista allo sviluppo dell’intero comprensorio.

