Politica
Castellammare. Cimmino si intesta la vittoria fantasma del centrodestra, Di Martino: “Uno spettacolo comico”
Castellammare di Stabia. La politica dei due forni, o meglio dei tre. Dopo le Europee, il sindaco Cimmino si intesta il risultato di tutto il centrodestra, dimenticando di aver fatto espressamente campagna elettorale per Forza Italia e in particolare per Barbara Matera. “Il centrodestra unito è in forte crescita ed ha superato ampiamente la prova delle Elezioni Europee. L’intuizione di includere la Lega nella coalizione uscita vincitrice alle Amministrative dello scorso anno si è confermata vincente e non possiamo che essere soddisfatti del risultato complessivo. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia reggono, crescono e tracciano la nuova strada della politica sul territorio. Andiamo avanti continuando a dare risposte concrete ai nostri cittadini, così come fatto durante tutto il primo anno di amministrazione comunale” è il Cimmino pensiero. Purtroppo molto lontano dalla realtà, dimenticando che si tratta di un voto con il sistema proporzionale e non maggioritario.
E poi il centrodestra non va meglio delle scorse amministrative, anzi. Volendo fare una forzatura per considerarlo unito alle Europee, a Castellammare va poco sopra il 30%. Da solo il Pd è al 22% e il Movimento Cinque Stelle al 38%. Altro che buon risultato. Sulle analisi del primo cittadino interviene anche il capogruppo di StabiaLAB Andrea Di Martino. “Le analisi del voto del sindaco Cimmino sono un vero e proprio spettacolo comico – scrive Di Martino. Fino ad ora avevo evitato di accostare un dato elettorale europeo, con la sua attività amministrativa. Ma visto che lo fa il sindaco per intestarsi una inesistente vittoria, vediamo cosa è successo. Tutta l’area di centrodestra raggiunge il 30%. Come voti assoluti la intera coalizione del sindaco passa da 10.000 voti a 6.000 voti, perdendone in un anno ben 4.000. Il sindaco aveva schierato gran parte della sua giunta e della sua maggioranza consiliare a sostegno di Forza Italia, che non arriva al 15% con la misera cifra di poco più di 2.000 voti. Eppure c’erano ben 11 tra sindaco, assessori e consiglieri schierati. Una vera è propria disfatta. Una giunta nata senza maggioranza reale che al primo banco di prova crolla. Per dirla con un antico libello satirico, altro che vittoria, Cimmino ha fatto la fine dei pifferi di montagna che andarono per battere e invece ritornarono battuti”. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
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