Politica
Ricorso anti-scioglimento, Cimmino si gioca il tutto per tutto con l’ex avvocato Consip ed Expo
Presentato il ricorso. Il centrodestra si affida al principe del foro romano Angelo Clarizia
Non c’è dubbio. Gaetano Cimmino ha schierato un vero fuoriclasse per ribaltare la «sentenza» sullo scioglimento per camorra. Il numero 10 dell’avvocatura su cui ha puntato si chiama Angelo Clarizia, un principe del foro romano, originario di Salerno ma in pianta stabile da anni nella capitale. Ma soprattutto conosciuto come avvocato Consip, ex legale di Expo Milano e di Consorzio Venezia Nuova (il Mose per intenderci), con una puntatina anche in Federcalcio. Un curriculum da urlo. E in effetti Cimmino e i suoi si giocano il tutto per tutto per cancellare la macchia dello scioglimento.
Una nomina che è nata comunque negli ambienti di centrodestra. Del resto Clarizia in passato era molto vicino all’ex ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per un periodo anche reggente del partito di Berlusconi.
Intanto, il ricorso è stato presentato e firmato da una ventina tra ex consiglieri comunali e assessori. Ma al momento solo bocche cucite nel centrodestra. Nessuna versione ufficiale. Trapelano solo indiscrezioni. Infatti, dagli ambienti di centrodestra sussurrano che l’onorario da versare a Clarizia se ne interesserà l’ex sindaco, o almeno così avrebbe garantito ai suoi. Nonostante questo c’è chi, nel centrodestra, non si è fidato e non ha voluto sottoscrivere il ricorso e quindi affidare il mandato all’avvocato Clarizia.
Daniele Di Martino

