Politica
Consigli comunali flop, quando il centrodestra ha paura di andare in aula
Dieci consigli comunali in nove mesi. La media di poco più di uno ogni 30 giorni. Quando il centrodestra ha paura della prova dell’aula consiliare. Un film già visto tra il 2010 e il 2012, nell’unica esperienza precedente targata centrodestra della storia amministrativa stabiese. Numeri troppo esigui. A parte i bilanci e il Dos, la maggioranza è approdata davvero poco in consiglio, segno dell’assenza di proposte dell’amministrazione comunale e della coalizione politica che ne dovrebbe dettare la linea. E invece nulla di tutto questo.
La paura di affrontare il consiglio comunale è anche segno di debolezza in un momento particolare per tutta la coalizione. Con Forza Italia che arranca e che vede un’emorragia di consensi, la Lega stabiese falcidiata da incursioni dall’esterno e i sondaggi di molti consiglieri comunali di maggioranza per salire sul carro del partito renziano Viva l’Italia. In questo scenario andare in consiglio comunale rischia di rivelarsi un boomerang, tranne se non è strettamente necessario per dare il via libera a provvedimenti vitali per l’amministrazione. Come necessario sarà quello da convocare a breve, ma soltanto per approvare il bilancio consolidato.
L’ultimo consiglio comunale risale al 30 luglio, dopo di che – tra ferie estive e nuovi assetti politici – il sindaco Cimmino ha preferito non rischiare e restare chiuso nella sua stanza al secondo piano di Palazzo Farnese. In maggioranza si sente ormai un brusio: da una parte gli scontenti per il mancato passaggio alla giunta politica, dall’altro l’imbarazzo per la partecipazione di ben tre consiglieri comunali al concorso pubblico indetto dal Comune. Forse è arrivata l’ora di battere un colpo.
dadimar

